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LEGGE 5 novembre 1968 , n. 1115

Estensione, in favore dei lavoratori, degli interventi della Cassa integrazione guadagni, della gestione dell'assicurazione contro la disoccupazione e della Cassa assegni familiari e provvidenze in favore dei lavoratori anziani licenziati.

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TITOLO I
PROCEDURE DI CONSULTAZIONE SUI PROBLEMI
DELL'OCCUPAZIONE
    La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della Repubblica hanno
approvato;

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

                              PROMULGA

la seguente legge:
                               Art. 1.

  Presso  il Comitato dei Ministri per la programmazione economica si
dara'   luogo  ad  esami  periodici  annuali,  o  a  richiesta  delle
organizzazioni   sindacali   de   lavoratori  o  degli  imprenditori,
dell'andamento  dell'occupazione  con  riferimento  sia  a situazioni
congiunturali   che   al   progresso   tecnico  ed  alle  conseguenti
ristrutturazioni delle attivita' produttive.
  Per  l'esame  della  situazione,  sia nella fase degli accertamenti
preventivi   che  in  quella  dei  provvedimenti  amministrativi,  da
adottare  in  relazione agli obiettivi del programma quinquennale per
lo  sviluppo  economico  del  Paese,  saranno  consultate le predette
organizzazioni sindacali.
 
	        
	      
TITOLO II
INTERVENTO STRAORDINARIO DELLA CASSA PER L'INTEGRAZIONE GUADAGNI
DEGLI OPERAI DELL'INDUSTRIA
                               Art. 2.

  A decorrere dall'entrata in vigore della presente legge agli operai
delle  aziende  industriali,  comprese quelli dell'edilizia e affini,
che  siano  sospesi  dal  lavoro  o  lavoranti  ad  orario ridotto in
dipendenza  di  crisi economi che settoriali o locali delle attivita'
industriali   o   ne  casi  di  ristrutturazione  e  riorganizzazione
aziendale,  e'  corrisposta  per la durata di tre mesi l'integrazione
salariale   di   cui   all'articolo   1   del   decreto   legislativo
luogotenenziale  9  novembre  1945,  n. 788, a carico della Cassa per
l'integrazione  dei guadagni degli operai dell'industria nella misura
dell'80  per  cento  della  retribuzione globale, che sarebbe ad essi
spettata  per  le ore di lavoro non prestato compreso tra le 0 ore ed
il limite massimi di ore previste dai contratti collettivi di lavoro,
mi comunque non oltre le 44 settimanali.
  La  durata di detto trattamento puo' essere prolungata a 6 mesi con
disposizione  del  Ministro per il lavoro e la previdenza sociale ed,
eccezionalmente,  a  9 mesi con decreto interministeriale da emanarsi
con le modalita' indicate nell'articolo 3.
 
	        
	      
                               Art. 3.

  Con  decreto  del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale da
pubblicarsi  nella  Gazzetta  Ufficiale della Repubblica, di concerto
con  i Ministri per il bilancio e la programmazione economica, per il
tesoro,  per  l'industria,  il  commercio e l'artigianato, sentite le
organizzazioni  sindacali  nazionali maggiormente rappresentative, e'
dichiarata  la  sussistenza  delle  cause  di intervento previste dal
precedente    articolo,    nonche'   la   decorrenza   dei   relativi
provvedimenti.
 
	        
	      
                               Art. 4.

  Alla  corresponsione  del trattamento di cui al precedente articolo
2,  si provvede, per un quinquennio, con un contributo a carico dello
Stato  ai  sensi del successivo articolo 13 da versarsi alla gestione
ordinaria,  in  separata contabilita', della Cassa per l'integrazione
dei guadagni degli operai dell'industria.
 
	        
	      
                               Art. 5.

  Il  primo  comma  dell'articolo  8 del decreto legislativo del Capo
provvisorio   dello   Stato   12  agosto  1947,  n.  869,  contenente
disposizioni    sulle    integrazioni   salariali,   ratificato   con
modificazioni   dalla   legge  21  maggio  1951,  n.  498,  e'  cosi'
modificato:
  "La  concessione  dell'integrazione  data  dalle  sedi  provinciali
dell'Istituto nazionale della previdenza sociale, su deliberazione di
una  commissione  nominata  con decreto del prefetto presso ogni sede
dell'istituto stesso e composta dal direttore della sede, presidente,
da  un  funzionario  dell'ispettorato  del  lavoro, da un funzionario
dell'intendenza  di finanza, da tre rappresentanti degli imprenditori
e da tre rappresentanti dei lavoratori dell'industria designati dalle
rispettive organizzazioni sindacali".
 
	        
	      
TITOLO III
ASSEGNI FAMILIARI AI DISOCCUPATI E AGLI OPERAI IN CASSA INTEGRAZIONE
                               Art. 6.

  A  decorrere  dal  1 gennaio 1969 ai lavoratori non agricoli aventi
diritto all'indennita' o al sussidio straordinario di disoccupazione,
competono,  per  la durata della relativa corresponsione, ed in luogo
delle  maggiorazioni  di  cui  all'articolo  1 della legge 20 ottobre
1960,  n. 1237, gli assegni familiari di cui al testo unico approvato
con decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1955, n. 797, e
successive modificazioni.
  Il  trattamento di cui al precedente comma spetta, altresi', per le
annate  successive a quelle indicate dallo articolo 1, secondo comma,
del  decreto-legge  21 dicembre 1966, n. 1089, convertito nella legge
16  febbraio  1967,  n.  15,  ai  lavoratori  agricoli aventi diritto
all'indennita'  di disoccupazione di cui all'articolo 32, lettera a),
della legge 29 aprile 1949, n. 264.
  A  decorrere  dal  1  gennaio  1969,  gli  operai  ammessi in Cassa
integrazione  guadagni  ai sensi delle disposizioni di cui al decreto
legislativo  luogotenenziale  9  novembre  1945,  n.  788, al decreto
legislativo  del Capo provvisorio dello Stato 12 agosto 1947, n. 869,
ed  alla legge 3 febbraio 1963, n. 77, spettano gli assegni familiari
nella misura intera.
  Gli  assegni  familiari  corrisposti  ai sensi dei precedenti commi
sono   a   carico  della  Cassa  unica  per  gli  assegni  familiari,
osservando,  in  quanto  applicabile, la disposizione di cui al terzo
comma  dell'articolo  14  del  testo  unico delle norme sugli assegni
familiari.
 
	        
	      
                               Art. 7.

  Sono  abrogati  il  secondo  comma dell'articolo 21 del testo unico
delle  norme  concernenti gli assegni familiari approvato con decreto
del  Presidente della Repubblica 30 maggio 1955, n. 797, l'articolo 4
del  decreto  legislativo luogotenenziale 9 novembre 1945, n. 788, il
terzo  comma dell'articolo 19 del regio decreto-legge 14 aprile 1939,
n.  636,  ed  il secondo comma dell'articolo 35 della legge 29 aprile
1949, n. 264, con le successive modificazioni.
 
	        
	      
TITOLO IV
DISPOSIZIONI SULL'ASSISTENZA AI DISOCCUPATI
                               Art. 8.

     ((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 23 LUGLIO 1991, N. 223)) ((6))
---------------
AGGIORNAMENTO (6)
  La  L.  23 luglio 1991, n. 223 ha disposto (con l'art. 16, comma 4)
che  le  disposizioni  dell'art.  8  continuano  a  applicarsi in via
transitoria  ai  lavoratori  il  cui licenziamento sia stato intimato
prima della data di entrata in vigore della presente legge.
 
	        
	      
                               Art. 9.

  Il  trattamento  di  cui  all'articolo  precedente e' erogato dalla
gestione  dell'assicurazione  obbligatoria  contro  la disoccupazione
involontaria  amministrata  dello Istituto nazionale della previdenza
sociale, in seno alla quale e' istituita una separata contabilita'.
  ((COMMA ABROGATO DALLA L. 23 LUGLIO 1991, N. 223))
  ((COMMA ABROGATO DALLA L. 23 LUGLIO 1991, N. 223)) ((6))
---------------
AGGIORNAMENTO (6)
  La  L.  23 luglio 1991, n. 223 ha disposto (con l'art. 16, comma 4)
che  le disposizioni dell'art. 9, comma 2 e 3 continuano a applicarsi
in  via  transitoria  ai  lavoratori  il  cui licenziamento sia stato
intimato prima della data di entrata in vigore della presente legge.
 
	        
	      
                              Art. 10.

  Dalla  data  di  entrata  in  vigore della presente legge l'assegno
giornaliero  di lire 600 per la frequenza dei corsi di cui al capo II
del  titolo  IV  della  legge  29 aprile 1949, n. 264, spetta anche a
coloro  i  quali  percepiscono  l'indennita'  di  disoccupazione o il
trattamento speciale di cui al precedente articolo 8.
  A coloro i quali non percepiscono assegni familiari spetta altresi'
l'integrazione  di  lire  120  al  giorno  prevista  dal  primo comma
dell'articolo  4  della legge 2 aprile 1968, n. 424, per ogni figlio,
per  il  coniuge  e  per  i  genitori,  purche'  siano  a  carico dei
lavoratori disoccupati.
 
	        
	      
TITOLO V
ASSEGNO AI LAVORATORI ANZIANI LICENZIATI
                                  	
                              Art. 11.

  ((Nel periodo compreso fra il 1 gennaio 1969 ed il 31 dicembre 1973 agli operai e agli impiegati dipendenti da aziende industriali, diverse da quelle edili, che all'atto del licenziamento, determinato dalle situazioni che formano oggetto del decreto di cui all'articolo 3 della presente legge, abbiano compiuto 57 anni di eta' se uomini o 52 anni se donne e possano far valere nell'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidita', la vecchiaia ed i superstiti 180 contributi mensili ovvero 780 contributi settimanali di cui, rispettivamente, alle tabelle A) e B) allegate al decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1968, n. 488, e' dovuto, a domanda, a decorrere dal primo giorno del mese successivo a quello stabilito dal decreto anzidetto o a quello del licenziamento, se posteriore, un assegno in misura pari alla pensione calcolata secondo le norme in vigore anteriormente al 1 maggio 1968, aumentato dell'importo previsto dall'articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1968, n. 488. L'assegno non puo' essere inferiore al trattamento minimo in vigore nell'assicurazione generale obbligatoria per i lavoratori di eta' inferiore a 65 anni. L'assegno, salvo il diritto di opzione, e' sostitutivo del trattamento previsto dal precedente articolo 8 e non e' cumulabile ne' con la retribuzione percepita in costanza di rapporto di lavoro, ne' con altri trattamenti di pensione, ne' con la indennita' di disoccupazione ed e' corrisposto fino a tutto il mese nel quale i lavoratori compiono l'eta' del pensionamento. Dal divieto di cumulo sono escluse le pensioni di guerra e gli altri trattamenti a queste assimilabili per disposizioni di legge. L'opzione di cui al precedente terzo comma e' irrevocabile e deve essere esercitata dal lavoratore in occasione della domanda intesa ad ottenere la concessione dell'assegno previsto dal presente articolo ovvero del trattamento stabilito dall'articolo 8. I titolari dell'assegno hanno diritto alla assistenza di malattia in base alla legge 4 agosto 1955, n. 692, e successive modificazioni. Ai predetti titolari si applicano le disposizioni contenute negli articoli 21, 22, terzo comma, e 23 del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1968, n. 488, nonche' quelle dell'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidita', la vecchiaia ed i superstiti che disciplinano i ricorsi, le controversie e le modalita' di erogazione delle prestazioni)).
 
	        
	      
                              Art. 12.

        ((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 23 LUGLIO 1991, N. 223))
 
	        
	      
TITOLO VI
DISPOSIZIONI FINALI
                              Art. 13.

  I contributi a carico dello Stato di cui ai precedenti articoli 4 e
12  sono  stabiliti  in lire 2 miliardi per l'anno 1968 ed in lire 20
miliardi per ciascuno degli anni dal 1969 al 1973.
  Con  decreto  del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale di
concerto   con   il   Ministro   per  il  tesoro  sara'  determinato,
annualmente, l'ammontare del contributo da destinare a ciascuna delle
due gestioni nei limiti degli importi indicati nel comma precedente.
 
	        
	      
                              Art. 14.

  All'onere  derivante dalla presente legge in lire 2.000 milioni per
l'anno  finanziario  1968,  si provvede quanto a lire 1.500 milioni e
lire  500  milioni  con  corrispondente riduzione dei fondi iscritti,
rispettivamente,  ai  capitoli  3523 e 5381 dello stato di previsione
della spesa del Ministero del tesoro per l'anno medesimo; a quello di
lire  20.000  milioni  per l'anno finanziario 1969 con corrispondente
riduzione del fondo di cui al capitolo 3523 dello stato di previsione
della spesa del Ministero del tesoro per il medesimo anno.
  Il  Ministro  per il tesoro e' autorizzato ad apportare, con propri
decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
 
	        
	      
                              Art. 15.

  La  presente  legge  entra  in vigore il giorno successivo a quello
della  sua  pubblicazione  nella  Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.

  La  presente  legge,  munita del sigillo dello Stato, sara' inserta
nella  Raccolta  ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.

  Data a Roma, addi' 5 novembre 1968

                               SARAGAT

                                              LEONE - BOSCO - COLOMBO

                                              Visto,               il
Guardasigilli: GONELLA
 
	        
	      
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