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LEGGE 6 agosto 1975, n. 427

Norme in materia di garanzia del salario e di disoccupazione speciale in favore dei lavoratori dell''''edilizia e affini.

Titolo I
INTEGRAZIONE SALARIALE PER GLI OPERAI DIPENDENTI DA AZIENDE
INDUSTRIALI E ARTIGIANE DELL'EDILIZIA E AFFINI E DI ESCAVAZIONE E
LAVORAZIONE DI MATERIALI LAPIDEI
    La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della Repubblica hanno
approvato;

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

                              PROMULGA

la seguente legge:


                               Art. 1.

  L'integrazione  salariale  prevista  dall'articolo  1 della legge 3
febbraio  1963, n. 77, e successive modifiche, e' corrisposta fino ad
un   periodo   massimo   di   tre   mesi   continuativi,  prorogabili
eccezionalmente,  nei  soli  casi di riduzione dell'orario di lavoro,
per periodi trimestrali fino ad un massimo complessivo di 12 mesi.
  Qualora   l'impresa   abbia   fruito  di  12  mesi  consecutivi  di
integrazione salariale, una nuova domanda puo' essere proposta per la
medesima  unita'  produttiva  per  la  quale  l'integrazione e' stata
concessa,  quando  sia trascorso un periodo di almeno 52 settimane di
normale attivita' lavorativa.
  L'integrazione  salariale  relativa  a piu' periodi non consecutivi
non  puo'  superare  complessivamente  la  durata  di  12  mesi in un
biennio.
                               Art. 2.

  Per   l'ammissione   al   trattamento   di  integrazione  salariale
l'imprenditore  presenta  alla  sede  provinciale  dell'INPS apposita
domanda nella quale devono essere indicati la causa della sospensione
o  riduzione  dell'orario  di lavoro e la loro presumibile durata, il
numero dei lavoratori interessati e delle ore di effettivo lavoro. La
domanda  deve  essere  presentata entro il termine di 25 giorni dalla
fine  del  periodo di paga in corso al termine della settimana in cui
ha avuto inizio la sospensione o la riduzione dell'orario di lavoro.
  Qualora  la  domanda  venga presentata dopo il termine indicato nel
comma  precedente,  l'eventuale trattamento di integrazione salariale
non  puo'  aver luogo per periodi anteriori di una settimana rispetto
alla data di presentazione.
  Qualora  dall'omessa o tardiva presentazione della domanda derivi a
danno  dei  lavoratori  dipendenti  la  perdita totale o parziale del
diritto   all'integrazione  salariale,  l'imprenditore  e'  tenuto  a
corrispondere  ai  lavoratori  stessi una somma d'importo equivalente
alla integrazione salariale non percepita.
  L'imprenditore e' tenuto a registrare sul libro paga o su documenti
equipollenti   l'integrazione   salariale   corrisposta   a   ciascun
lavoratore.
  L'imprenditore deve fornire all'Istituto nazionale della previdenza
sociale  nei  termini  e  secondo le modalita' stabilite dallo stesso
istituto,  l'elenco  nominativo  dei  lavoratori  che hanno percepito
l'integrazione salariale, firmato dai lavoratori interessati o con la
specificazione  del mezzo di pagamento, nonche' con l'indicazione del
periodo  e  degli  altri  dati  che  saranno richiesti dallo istituto
medesimo.
                               Art. 3.

  L'integrazione   salariale   e'   disposta   da   una   commissione
provinciale,   nominata   con   decreto  del  direttore  dell'ufficio
regionale  del lavoro e composta dal direttore della sede provinciale
dell'Istituto nazionale della previdenza sociale, che la presiede, da
un  funzionario  dell'ispettorato  provinciale  del  lavoro,  da  tre
rappresentanti   dei   lavoratori   e  da  tre  rappresentanti  degli
imprenditori  designati  dalle rispettive organizzazioni sindacali di
categoria piu' rappresentative operanti nella provincia.
  La  sede  provinciale  dell'INPS,  competente  per territorio, cura
l'attuazione del provvedimento.
  Per  ciascun  componente  della commissione provinciale puo' essere
nominato un supplente.
  Il  disposto  di  cui  al  precedente  comma  si  applica  anche ai
componenti  le  commissioni  provinciali  di cui all'articolo 8 della
legge 20 maggio 1975, n. 164.
                               Art. 4.

  Avverso  il  provvedimento della commissione provinciale e' ammesso
il ricorso, entro 30 giorni dalla notifica, alla commissione centrale
di  cui  all'articolo  5  della  legge  3  febbraio  1963,  n.  77, e
all'articolo 5 della legge 6 dicembre 1971, n. 1058.
  Il ricorso puo' essere proposto entro il termine di 30 giorni dalla
data  della delibera anche da parte di ciascuno dei partecipanti alla
seduta  della commissione provinciale che, nel corso della votazione,
abbia  motivato  il  proprio  dissenso  chiedendone  l'inserimento  a
verbale.
  Sui  ricorsi  di  cui  al presente articolo la commissione centrale
decide in via definitiva.
                               Art. 5.

  I  periodi  di  sospensione  per  i quali e' ammessa l'integrazione
salariale  sono riconosciuti utili d'ufficio per il conseguimento del
diritto alla pensione per l'invalidita', vecchiaia e superstiti e per
la   determinazione  della  misura  di  questa  fino  ad  un  massimo
complessivo   di   36  mesi  nell'intero  rapporto  assicurativo  del
lavoratore.
  Per  detti periodi il contributo figurativo e' calcolato sulla base
della retribuzione cui e' riferita l'integrazione salariale.
  Le  somme  occorrenti alla copertura della contribuzione figurativa
sono  versate,  a  carico della Cassa integrazione guadagni, al Fondo
pensioni lavoratori dipendenti.
                               Art. 6.

  Ai   fini  del  diritto  all'assistenza  sanitaria,  i  periodi  di
integrazione   salariale   sono  equiparati  a  quelli  di  effettiva
prestazione lavorativa.
  Con  decreto  del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale di
concerto  con  il Ministro per il tesoro si provvedera' a determinare
il  contributo  a  carico della gestione speciale dell'edilizia della
Cassa  integrazione  guadagni da destinare all'Istituto nazionale per
l'assicurazione  contro le malattie e alle Casse mutue provinciali di
malattia  di  Trento  e  Bolzano,  in  relazione  ai rispettivi oneri
derivanti  dall'assistenza sanitaria, erogata ai sensi del precedente
comma, oltre il normale periodo di copertura assicurativa.
                               Art. 7.

  Il lavoratore che, durante il periodo di sospensione o di riduzione
dell'orario  di  lavoro,  si dimette perche' assunto in altra azienda
dello  stesso  settore  di  attivita',  non  perde  il  diritto  alla
integrazione  salariale  fino alla cessazione del precedente rapporto
di lavoro.
                               Art. 8.

  I  contributi previsti dall'articolo 2 della legge 2 febbraio 1970,
n.  14,  e dall'articolo 2 della legge 6 dicembre 1971, n. 1058, sono
elevati  rispettivamente  al  3  per  cento  e  al  2 per cento della
retribuzione  lorda  imponibile,  a  decorrere dal periodo di paga in
corso  al  primo  giorno  del  mese successivo a quello di entrata in
vigore della presente legge.
  A  carico  delle  imprese  che  si  avvalgono  degli  interventi di
integrazione  salariale  e' posto un contributo addizionale pari al 5
per   cento   dell'integrazione   salariale   corrisposta  ai  propri
dipendenti.  Detto contributo e' versato, in sede di conguaglio, alla
gestione speciale dell'edilizia della Cassa integrazione guadagni. Il
contributo  addizionale non e' dovuto quando l'integrazione salariale
e'  corrisposta  per  sospensione  o  riduzione  di  orario di lavoro
determinate da eventi oggettivamente non evitabili.
  Al  fine  di  assicurare l'equilibrio della gestione, al termine di
ciascun   esercizio   sulla   base   delle   risultanze  di  bilancio
dell'esercizio stesso, le aliquote contributive di cui al primo comma
possono  essere  modificate  mediante  decreto  del  Presidente della
Repubblica,  su  proposta  del Ministro per il lavoro e la previdenza
sociale,  di  concerto  con  il  Ministro  per  il tesoro, sentita la
commissione  centrale  di  cui  all'articolo 5 della legge 3 febbraio
1963,  n.  77, e all'articolo 5 della legge 6 dicembre 1971, n. 1058.
Tale  modifica  e' obbligatoria quando la differenza tra le entrate e
le   uscite  delle  contabilita'  separate  della  gestione  speciale
dell'edilizia, distintamente considerate, risulti superiore al 10 per
cento.
Titolo II
TRATTAMENTO SPECIALE DI DISOCCUPAZIONE PER I LAVORATORI
LICENZIATI DA IMPRESE EDILI ED AFFINI
                               Art. 9.

  Ai  lavoratori  impiegati  e  operai  licenziati  dopo l'entrata in
vigore  della  presente  legge  da  imprese  edili  ed  affini, anche
artigiane,  per cessazione dell'attivita' aziendale o per ultimazione
del  cantiere  o  delle  singole  fasi  lavorative o per riduzione di
personale,  e'  corrisposto un trattamento speciale di disoccupazione
nella misura e con le modalita' di cui agli articoli seguenti.
((Hanno diritto al trattamento speciale i lavoratori di cui al primo comma per i quali, nel biennio antecedente la data di cessazione del rapporto di lavoro, siano stati versati o siano dovuti all'assicurazione obbligatoria per la disoccupazione involontaria almeno dieci contributi mensili o quarantatre' contributi settimanali per il lavoro prestato nel settore dell'edilizia)).
                              Art. 10.

  L'importo giornaliero del trattamento speciale di disoccupazione e'
pari  ai  due terzi della retribuzione media giornaliera, la quale e'
determinata  nella  misura  di  un settimo della somma che si ottiene
rapportando  all'orario  di  40 ore settimanali la retribuzione media
oraria  assoggettata  a  contribuzione nelle ultime quattro settimane
per le quali risulti resa la prestazione lavorativa.((1))
---------------
AGGIORNAMENTO (1)
  La  L.  29  febbraio 1980, n. 33 ha disposto (con l'art. 3,comma 1)
che  a  decorrere  dal  16  dicembre  1979  l'importo giornaliero del
trattamento speciale di disoccupazione di cui al presente articolo e'
elevato   dai   due   terzi  all'ottanta  per  cento.  L'importo  del
trattamento non puo' superare l'ammontare mensile di L. 600.000.
                              Art. 11.

  Il trattamento speciale di disoccupazione e' corrisposto dal giorno
dell'iscrizione  del lavoratore nelle liste di collocamento; nel caso
in  cui l'iscrizione avvenga entro i sette giorni successivi a quello
di  licenziamento,  il  trattamento speciale e' corrisposto dal primo
giorno di disoccupazione.
  Agli operai che hanno i requisiti lavorativi previsti dall'articolo
9  della  presente legge il trattamento speciale e' corrisposto anche
per  il periodo di sospensione dal lavoro verificatosi immediatamente
prima  del  licenziamento, qualora il datore di lavoro abbia avanzato
richiesta  di integrazione salariale ma questa sia stata respinta per
motivi   diversi   da   quello   della  tardiva  presentazione  e  il
licenziamento  sia  avvenuto  entro  il  periodo  massimo di tre mesi
dall'inizio della sospensione.
  In  tale  caso  il  trattamento speciale decorre, anche in mancanza
dell'iscrizione  nelle  liste  di  collocamento, dalla data di inizio
della  sospensione  dal  lavoro,  previa  presentazione  da parte del
datore di lavoro dell'elenco nominativo dei lavoratori sospesi cui si
riferiva la domanda di integrazione salariale.
  Il lavoratore cessa dal diritto al trattamento speciale di cui alla
presente   legge   quando  nel  periodo  di  un  anno  immediatamente
precedente  risultano  corrisposte  complessivamente  90 giornate del
trattamento medesimo.
                              Art. 12.

  Nei  casi  di  crisi  economiche settoriali o locali dell'edilizia,
dichiarate  con  decreto  del  Ministro per il lavoro e la previdenza
sociale   di   concerto   con   i  Ministri  per  il  bilancio  e  la
programmazione   economica,   per   l'industria,   il   commercio   e
l'artigianato,   il   trattamento   speciale   di  disoccupazione  e'
corrisposto fino al limite massimo di 180 giorni.
  L'ufficio regionale del lavoro, sentite le organizzazioni sindacali
di   categoria  maggiormente  rappresentative  sul  piano  nazionale,
formula  proposte  in  ordine  al  provvedimento di cui al precedente
comma.
  ((COMMA ABROGATO DALLA L.23 LUGLIO 1991, N. 223)).
                              Art. 13.

  Fermo restando quanto previsto nel primo comma dell'articolo 11, il
diritto  al trattamento speciale si prescrive nel termine di due anni
dalla data del licenziamento.
  Nel caso in cui il lavoratore abbia diritto al trattamento speciale
anche  l'eventuale  diritto all'indennita' ordinaria si prescrive nel
termine di cui al primo comma.
                              Art. 14.

  Qualora  il  lavoratore,  oltre  a trovarsi nelle condizioni di cui
all'articolo 9 della presente legge, abbia i requisiti per il diritto
all'indennita'   ordinaria   di   disoccupazione,   quest'ultima   e'
trattenuta  durante  i  periodi  per  i  quali  spetta il trattamento
speciale  e il relativo importo e' devoluto alla gestione speciale di
cui all'articolo seguente.
                              Art. 15.

  Per  l'erogazione  del  trattamento  speciale  di cui alla presente
legge   e'  istituita,  nell'ambito  dell'assicurazione  obbligatoria
contro   la   disoccupazione   involontaria,  una  gestione  speciale
dell'edilizia cui e' preposto il comitato speciale dell'assicurazione
per la disoccupazione involontaria. Per l'esame delle questioni e dei
ricorsi    relativi   all'applicazione   della   presente   legge   i
rappresentanti  dei  datori  di  lavoro  e  dei lavoratori in seno al
comitato speciale sono sostituiti da tre rappresentanti dei datori di
lavoro  e  tre  rappresentanti dei lavoratori dell'edilizia designati
dalle  rispettive  organizzazioni sindacali di categoria maggiormente
rappresentative nell'ambito nazionale.
  Alla copertura degli oneri derivanti alla gestione si fa fronte:
    a)  mediante  versamento,  a carico delle imprese edili ed affini
anche  artigiane,  di  un contributo speciale nella misura dello 0,50
per  cento  delle  retribuzioni  dei  dipendenti  impiegati e operai,
sottoposte al contributo integrativo per l'assicurazione obbligatoria
per  la disoccupazione involontaria a cominciare dal primo periodo di
paga  successivo  a  quello  in  corso alla data di entrata in vigore
della presente legge.
  Al  fine  di  mantenere l'equilibrio finanziario della gestione, la
misura  del  predetto  contributo e' variata con decreto del Ministro
per  il  lavoro  e  la  previdenza sociale, sentite le organizzazioni
sindacali  nazionali  di  categoria  maggiormente rappresentative, da
emanarsi,  entro  il  mese  di settembre, in rapporto alle risultanze
finali della gestione dell'anno precedente.
  La  variazione  del contributo ha effetto dal primo periodo di paga
successivo a quello in corso al 31 dicembre dell'anno in cui e' stata
attuata la variazione;
  b)  mediante devoluzione degli importi dell'indennita' ordinaria ai
sensi dell'articolo 14 della presente legge;
  c)  mediante  trasferimento  dei  residui attivi delle contabilita'
separate  istituite  per  il  settore  edile  ed  affini in seno alla
gestione  dell'assicurazione  per  la  disoccupazione involontaria ai
sensi dell'articolo 5, comma secondo, della legge 2 febbraio 1970, n.
12;
  d)   mediante  prelievo  in  caso  di  necessita'  derivanti  dalla
corresponsione  del trattamento di cui all'articolo 12 della presente
legge,   dal   contributo  a  carico  dello  Stato  previsto  per  la
corresponsione   del   trattamento   straordinario   di  integrazione
salariale nel limite massimo del 10 per cento di detto contributo.
  Con  decreto  del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale di
concerto con il Ministro per il tesoro, sara' determinato l'ammontare
del prelievo di cui al comma precedente.
                              Art. 16.

  I   periodi  di  disoccupazione  per  i  quali  e'  corrisposto  il
trattamento  speciale  di cui al precedente articolo 10 sono utili ai
fini   del   conseguimento   del   diritto   alla  pensione  e  della
determinazione della misura di questa.
  Le  somme  occorrenti alla copertura della contribuzione figurativa
sono  versate,  a carico della gestione speciale di cui al precedente
articolo 15, al Fondo pensioni lavoratori dipendenti.
                              Art. 17.
Al  trattamento  speciale  di  disoccupazione si applicano, in quanto
compatibili,  le  norme  del  regio  decreto-legge 4 ottobre 1935, n.
1827,   e   successive  modificazioni  ed  integrazioni,  concernenti
l'assicurazione per la disoccupazione involontaria, comprese quelle
relative alla competenza   degli  organi  preposti  all'assicurazione
                  stessa e alla materia dei ricorsi
                              Art. 18.

  Chiunque  rende  dichiarazioni  false  o compie atti fraudolenti al
fine  di  procurare  indebitamente  a  se'  o ad altri la prestazione
prevista  dall'articolo 9 della presente legge e' punito, se il fatto
non  costituisce  reato  piu'  grave,  con la multa da L. 20.000 a L.
200.000.
  Se  il reato e' commesso dal datore di lavoro, questi e' punito con
la  multa  da  L.  20.000  a L. 200.000 per ciascun lavoratore cui il
reato stesso si riferisca.
  I  proventi  delle  pene pecuniarie relative all'applicazione della
presente  legge sono devoluti alla gestione speciale dell'edilizia di
cui al precedente articolo 15.
                              Art. 19.

  Le  disposizioni  dei commi quinto, sesto e settimo dell'articolo 8
della  legge  5  novembre  1968,  n.  1115, sono applicabili anche ai
lavoratori  che  si  trovino  nelle  condizioni di cui all'articolo 9
della presente legge.
                              Art. 20.

  E' abrogata la legge 2 febbraio 1970, n. 12.
                              Art. 21.

  La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

  La  presente  legge,  munita del sigillo dello Stato, sara' inserta
nella  Raccolta  ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.

  Data a Roma, addi' 6 agosto 1975

                                LEONE

                                                       MORO - TOROS -
                                                              COLOMBO

Visto, il Guardasigilli: REALE
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