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LEGGE 8 agosto 1972, n. 457

Miglioramenti ai trattamenti previdenziali ed assistenziali nonche'''' disposizioni per la integrazione del salario in favore dei lavoratori agricoli.

TITOLO I
MIGLIORAMENTO DEI TRATTAMENTI
PREVIDENZIALI E ASSISTENZIALI
    La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della Repubblica hanno
approvato;

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

                              PROMULGA

la seguente legge:
                               Art. 1.

  L'indennita'  giornaliera  di  malattia  per i lavoratori agricoli,
salariati  fissi  e obbligati, giornalieri di campagna ed assimilati,
compartecipanti  e  piccoli  coloni,  e' determinata nella misura del
cinquanta per cento delle rispettive retribuzioni giornaliere.
  Dopo  il  ventesimo  giorno di malattia l'indennita' giornaliera e'
determinata nella misura dei due terzi della retribuzione.
  L'indennita'  giornaliera  e'  corrisposta  a  decorrere dal quarto
giorno  di  malattia e per un periodo massimo di centottanta giornate
annue  secondo  le norme, limiti e modalita' in vigore per gli operai
dell'industria.
  I  commi  secondo  e  terzo dell'articolo 1 della legge 26 febbraio
1963, n. 329, sono abrogati.
                               Art. 2.

  Le  prestazioni  sanitarie di malattia per i lavoratori agricoli di
cui all'articolo 1 della presente legge sono corrisposte negli stessi
limiti temporali previsti per i lavoratori dell'industria.
  Nel  caso  di  cessazione  dal  lavoro  il diritto alle prestazioni
sanitarie ed economiche, negli stessi limiti temporali previsti per i
lavoratori dell'industria, decorre dal giorno successivo alla data di
cancellazione dagli elenchi anagrafici.
  La  certificazione  d'urgenza  per l'ammissione del lavoratore alle
prestazioni  di  malattia  di  cui  all'articolo 4, comma quarto, del
decreto  legislativo  luogotenenziale  9  aprile  1946,  n.  212,  e'
rilasciata  dalla  sezione di collocamento competente per territorio,
che  invia simultaneamente copia all'ufficio provinciale del servizio
per i contributi agricoli unificati.
                               Art. 3.

  L'indennita'  di  cui al precedente articolo 1 e' determinata sulla
base   della   retribuzione  fissata  secondo  le  modalita'  di  cui
all'articolo 28 del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile
1968, n. 488.
  Per  i  salariati fissi l'ammontare della retribuzione, comprensiva
del  salario  base,  della  contingenza, delle indennita' in natura e
fisse,  e'  costituito  dalla  media  della retribuzione prevista per
ciascuna qualifica dai contratti collettivi provinciali vigenti al 30
ottobre dell'anno precedente.
  Per  i  giornalieri  di  campagna  l'ammontare  della retribuzione,
comprensiva  del  salario  base, contingenza, terzo elemento ed altre
indennita'  fisse,  e' costituito dalla media tra le retribuzioni per
le  diverse  qualifiche previste dai contratti collettivi provinciali
di  lavoro  vigenti  al  30  ottobre  di  ogni  anno. La media tra le
retribuzioni  delle  diverse  qualifiche e' determinata dividendo per
sei  il  totale  costituito  dalla  somma del salario previsto per il
lavoratore  comune, del doppio del salario previsto per il lavoratore
qualificato,   nonche'   del  triplo  del  salario  previsto  per  il
lavoratore specializzato. (3) ((5))
  La  retribuzione  come  sopra  stabilita  e'  valida  anche  per la
determinazione  della  indennita'  giornaliera  di  maternita' di cui
all'articolo 16 della legge 30 dicembre 1971, n. 1204.
  E' abrogato il sesto comma dell'articolo 16 della legge 30 dicembre
1971, n. 1204.
  Per   i   lavoratori  agricoli  compartecipanti  e  piccoli  coloni
l'ammontare  della  retribuzione  media e' stabilita in misura pari a
quella di cui al terzo comma.
  Fino alla emanazione dei relativi decreti ministeriali e' stabilita
una retribuzione media di lire 3.250 giornaliere.
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AGGIORNAMENTO (3)
  La  L. 17 maggio 1999, n. 144 ha disposto (con l'art. 45, comma 21)
che  "Il  terzo  comma del presente articolo "si interpreta nel senso
che  il  termine ivi previsto del 30 ottobre per la rilevazione della
media  tra  le  retribuzioni  per  le diverse qualifiche previste dai
contratti   collettivi   provinciali   di   lavoro   ai   fini  della
determinazione  della  retribuzione  media  da  porre  a  base per la
liquidazione  delle  prestazioni temporanee per gli operai agricoli a
tempo  determinato e' il medesimo di quello previsto al secondo comma
dell'articolo  3  della citata legge n. 457 del 1972 per gli operai a
tempo indeterminato."
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AGGIORNAMENTO (5)
  La 23 dicembre 2009, n. 191 ha disposto (con l'art. 2, comma 5) che
"Il terzo comma dell'articolo 3 della legge 8 agosto 1972, n. 457, si
interpreta  nel  senso che il termine ivi previsto del 30 ottobre per
la  rilevazione  della  media  tra  le  retribuzioni  per  le diverse
qualifiche previste dai contratti collettivi provinciali di lavoro ai
fini  della  determinazione della retribuzione media convenzionale da
porre a base per le prestazioni pensionistiche e per il calcolo della
contribuzione  degli  operai  agricoli  a  tempo  determinato  e'  il
medesimo  di  quello  previsto al secondo comma dell'articolo 3 della
citata legge n. 457 del 1972 per gli operai a tempo indeterminato."
                               Art. 4.

  Ai  fini  dell'assicurazione  contro  gli  infortuni  e le malattie
professionali sono aboliti i limiti minimo e massimo di eta' previsti
per  i  lavoratori  agricoli  dall'articolo 205 del testo unico delle
disposizioni  per l'assicurazione medesima, approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124.
                               Art. 5.

  II  grado  di  inabilita' permanente, assoluta o parziale; previsto
dalle  norme  contenute  nel  titolo  secondo  del  testo unico delle
disposizioni per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le
malattie  professionali,  approvato  con decreto del Presidente della
Repubblica;  30 giugno 1965, n. 1.124, e' fissato in misura superiore
al  10  per cento, ai fini della corresponsione della rendita in caso
di infortunio sul lavoro in agricoltura.
                               Art. 6.

  Ai  lavoratori agricoli con qualifica di giornalieri di campagna ed
assimilati,  ivi  compresi  i  compartecipanti  ed  i piccoli coloni,
spettano  gli  assegni  familiari  anche  per  le giornate di ferie e
festivita'  nazionali ed infrasettimanali in relazione al periodo per
il  quale  per  contratto collettivo di lavoro sussiste l'obbligo del
pagamento della retribuzione per ferie e per le festivita' suddette.
                               Art. 7.

  La  misura  del  contributo  di cui alla lettera a) dell'articolo 4
della  legge  26  febbraio 1963, n. 329, e' modificata in lire 92 per
ogni  giornata  di  lavoro  di  uomo  o  donna  e in lire 89 per ogni
giornata di lavoro di ragazzo.
  L'Istituto   nazionale   della   previdenza   sociale   corrisponde
all'Istituto nazionale per l'assicurazione contro le malattie ed alle
casse Mutue provinciali di malattia di Trento e di Bolzano, una somma
da   prelevarsi   dal  gettito  dei  contributi  per  l'assicurazione
obbligatoria contro la tubercolosi in misura corrispondente allo 0,10
per   cento   delle   retribuzioni   soggette   al   contributo   per
l'assicurazione  predetta.  Detta  somma  sara'  versata all'Istituto
nazionale  per  l'assicurazione  contro le malattie che provvedera' a
ripartirla  con le casse mutue provinciali di malattia di Trento e di
Bolzano  secondo  criteri da stabilirsi con una convenzione che tenga
conto  del numero degli iscritti a ciascun ente. Detta convenzione e'
soggetta  all'approvazione del Ministro per il lavoro e la previdenza
sociale.
TITOLO II
INTEGRAZIONE DEL SALARIO IN FAVORE DEI LAVORATORI AGRICOLI A TEMPO
INDETERMINATO
                               Art. 8.

  Agli operai agricoli con contratto a tempo indeterminato, che siano
sospesi  temporaneamente  dal  lavoro per intemperie stagionali o per
altre  cause  non  imputabili al datore di lavoro o ai lavoratori, e'
dovuto un trattamento sostitutivo della retribuzione, per le giornate
di lavoro non prestate, nella misura dei due terzi della retribuzione
di cui all'articolo 3. Detto trattamento e' corrisposto per la durata
massima di novanta giorni nell'anno.
  Ai  lavoratori beneficiari del trattamento sostitutivo spettano gli
assegni familiari a carico della relativa cassa unica.
  Ai  fini  della  presente legge sono considerati operai agricoli, i
salariati  fissi  e gli altri lavoratori sempre a tempo indeterminato
che  svolgono  annualmente  oltre  180  giornate lavorative presso la
stessa azienda.
                               Art. 9.

  Il  trattamento  sostitutivo  non  e' dovuto per le assenze che non
comportino  retribuzione  nonche' per le giornate in cui i lavoratori
sospesi si dedichino ad altre attivita' remunerate.
  Il  trattamento  stesso  non  e' dovuto agli assunti o mantenuti in
soprannumero rispetto alle esigenze dell'impresa.
                              Art. 10.

  Per   provvedere   alla   corresponsione  del  trattamento  di  cui
all'articolo  8,  e'  istituita  presso  l'Istituto  nazionale  della
previdenza  sociale  una  "Cassa per l'integrazione, dei salari degli
operai dipendenti da imprese agricole".
                              Art. 11.

  Sovraintende  alla  Cassa  un  comitato  speciale,  presieduto  dal
presidente  dell'I.N.P.S. o, in sua vece o impedimento, dalla persona
designata   a   sostituirlo   secondo   le   norme  che  regolano  la
rappresentanza dell'Istituto stesso, e composto dai seguenti membri:
    1)  il  direttore  generale  della  previdenza  e dell'assistenza
sociale,  il direttore generale del collocamento della manodopera del
Ministero  del  lavoro  e  della  previdenza  sociale  e un direttore
generale del Ministero dell'agricoltura e delle foreste;
    2)  tre  rappresentanti  dei  datori  di  lavoro  agricolo  e tre
rappresentanti dei lavoratori agricoli dipendenti.
  Per  i  membri  suindicati  possono  essere  nominati  i rispettivi
supplenti.
  Il  direttore  generale  dell'I.N.P.S. o, in sua vece, uno dei vice
direttori  generali  dallo  stesso  annualmente designato, interviene
alle riunioni del comitato con voto consultivo.
  Il  Ministro per il lavoro e la previdenza sociale puo' nominare un
esperto  che  partecipa  alle  riunioni del comitato senza diritto di
voto.
  Il  comitato e' costituito con decreto del Ministro per il lavoro e
la previdenza sociale e dura in carica quattro anni.
  I  membri  di cui al punto 2) del primo comma del presente articolo
sono   designati   dalle   organizzazioni   sindacali   di  categoria
maggiormente  rappresentative  sul  piano nazionale, nel termine, non
inferiore a 30 giorni, ad esse assegnato dal Ministro per il lavoro e
la  previdenza  sociale.  Qualora  le designazioni non pervengano nel
termine  prescritto,  il  Ministro si sostituisce alla organizzazione
sindacale inadempiente.
                              Art. 12.

  Spetta al comitato speciale:
    1)  predisporre i bilanci annuali della gestione corredati da una
propria relazione;
    2)   formulare   pareri  sulle  questioni  che  comunque  possano
insorgere nell'applicazione della presente legge;
    3) decidere sui ricorsi riguardanti le prestazioni.
                              Art. 13.

  Le funzioni di controllo sulla gestione della Cassa sono esercitate
da  un  collegio  dei  sindaci  composto  dal presidente del collegio
sindacale  dell'Istituto  nazionale  della previdenza sociale, che lo
presiede, e da un funzionario per ciascuno dei Ministeri del lavoro e
della  previdenza sociale e del tesoro, con qualifica non inferiore a
direttore di divisione.
  Per ciascun sindaco effettivo e' nominato un supplente.
  Il collegio dei sindaci e' nominato con decreto del Ministro per il
lavoro e la previdenza sociale e dura in carica quattro anni.
                              Art. 14.

  Il   trattamento  sostitutivo  della  retribuzione  e'  corrisposto
dall'Istituto nazionale della previdenza sociale, su deliberazione di
una  commissione  costituita,  presso ogni sede dell'Istituto stesso,
con provvedimento del direttore dell'ufficio provinciale del lavoro e
della massima occupazione.
  La  commissione  e' composta dal direttore dell'ufficio provinciale
del lavoro e della massima occupazione, in qualita' di presidente, da
un  funzionario  del  Ministero dell'agricoltura e delle foreste, dal
direttore   della   sede  dell'istituto  nazionale  della  previdenza
sociale, da tre rappresentanti dei lavoratori e da tre rappresentanti
dei  datori  di  lavoro  designati  dalle  rispettive  organizzazioni
sindacali di categoria piu' rappresentative operanti nella provincia,
nel  termine;  non  inferiore  a  30  giorni,  ad  esse assegnato dal
direttore   dell'ufficio  provinciale  del  lavoro  e  della  massima
occupazione.  Qualora  le  designazioni  non  pervengano  nel termine
prescritto,  il direttore dell'ufficio provinciale del lavoro e della
massima  occupazione  si  sostituisce  alla  organizzazione sindacale
inadempiente.
  Per   ciascuno  dei  membri  suindicati  puo'  essere  nominato  un
supplente.
  Nella  Regione  siciliana  le  commissioni  previste  nel  presente
articolo sono integrate con un rappresentante della Regione stessa.
                              Art. 15.

  Per  il  conseguimento  del  trattamento  di cui all'articolo 8, il
datore  di  lavoro e' tenuto, entro quindici giorni dalla sospensione
del  lavoro,  a  presentare  domanda, per il tramite della competente
sezione  dell'ufficio del lavoro, alla sede provinciale dell'Istituto
nazionale  della previdenza sociale, sull'apposito modulo predisposto
dall'Istituto stesso comunicando i nominativi dei lavoratori sospesi,
le giornate di sospensione, la causa della sospensione dell'attivita'
lavorativa.
  Qualora  la domanda sia presentata dopo 15 giorni dall'inizio della
sospensione  del lavoro, il trattamento sostitutivo non potra' essere
erogato   per  periodi  anteriori  di  una  settimana  alla  data  di
presentazione della domanda stessa.
  In  caso di omessa o tardiva presentazione della domanda, il datore
di lavoro, ove da tale inadempimento sia derivata la perdita totale o
parziale  del  diritto  del lavoratore al trattamento sostitutivo, e'
tenuto a corrispondere a quest'ultimo il trattamento stesso.
                              Art. 16.

  La  domanda  di  cui  all'articolo  precedente  e'  trasmessa dalla
sezione  dell'ufficio del lavoro all'ufficio provinciale del servizio
contributi   agricoli  unificati  e  da  questo  ultimo,  debitamente
istruita,  all'Istituto  nazionale  della  previdenza  sociale per le
determinazioni della commissione provinciale, di cui all'articolo 14,
la  quale decide entro il termine di 20 giorni. Qualora detto termine
non sia rispettato la domanda deve ritenersi accolta.
                              Art. 17.

  Il  trattamento sostitutivo a' corrisposto dall'Istituto, nazionale
della  previdenza  sociale  entro  sessanta  giorni  dalla data della
deliberazione della commissione provinciale.
                              Art. 18.

  E'  ammesso  ricorso  al  comitato  speciale  entro 30 giorni dalla
notifica della decisione negativa della commissione provinciale, e in
ogni  caso;  decorsi  60  giorni  dalla  data  di presentazione della
domanda   di   cui  all'articolo  15  ove,  entro  tale  termine,  la
commissione provinciale non abbia deliberato al riguardo.
  Contro  le decisioni del comitato speciale, di cui all'articolo 12,
n.  3),  e,  in  ogni caso, decorsi 60 giorni dalla presentazione del
ricorso  senza  che  il  comitato speciale si sia pronunciato, spetta
all'interessato l'azione avanti l'autorita' giudiziaria.
                              Art. 19.

  Al finanziamento della Cassa si provvede con un contributo a carico
del  datore  di lavoro agricolo. Gli oneri non coperti dal contributo
predetto  sono  posti  a  carico  della  gestione  dell'assicurazione
obbligatoria contro la disoccupazione involontaria.
  La  gestione  stessa  e'  tenuta  ad  anticipare,  senza gravame di
interessi,  le  somme  occorrenti al pagamento del trattamento di cui
alla presente legge.
  Il  contributo  di  cui  al primo comma non e' dovuto dai datori di
lavoro  assicurati  per la malattia, ai sensi della legge 22 novembre
1954, n. 1136.
                              Art. 20.

  Il  contributo  a carico del datore di lavoro e' dovuto per tutti i
lavoratori   dipendenti  non  aventi  qualifica  impiegatizia  ed  e'
commisurato   al   3   per   cento  della  retribuzione  corrisposta,
determinata  ai  sensi  dell'articolo  28  del decreto del Presidente
della Repubblica 27 aprile 1968, n. 488. ((2))
  Non  si applica, ai fini della riscossione del contributo di cui al
comma  precedente, l'articolo 15, secondo comma, del regio decreto 24
settembre 1940, n. 1949.
--------------
AGGIORNAMENTO (2)
  Il D.L. 29 luglio 1981, n.402, convertito, con modificazioni, dalla
L. 26 settembre 1981, n.537, ha disposto (con l'art. 11, comma 1) che
"A  decorrere  dal  1 gennaio 1981 l'aliquota del contributo previsto
dall'art.  20  della legge 8 agosto 1972, n. 457, a carico del datore
di lavoro agricolo e' ridotta dal 3 al 1,50 per cento."
                              Art. 21.

  La  misura  del  contributo di cui agli articoli 7 e 20 puo' essere
modificata  non  prima  che  sia  trascorso un triennio dalla data di
entrata  in  vigore  della presente legge, in relazione all'andamento
della  gestione,  con  decreto  del,  Presidente  della Repubblica su
proposta  del  Ministro  per  il  lavoro  e  la previdenza sociale di
concerto con Ministri per il tesoro e per l'agricoltura e le foreste.
                              Art. 22.

  Il   servizio   per   i   contributi  agricoli  unificati  provvede
all'accertamento  e  alla  riscossione  dei  contributi  mediante  la
procedura vigente per la contribuzione agricola unificata.
                              Art. 23.

  La  vigilanza per l'applicazione della presente legge e' esercitata
dal   Ministero  del  lavoro  e  della  previdenza  sociale  a  mezzo
dell'ispettorato del lavoro, il quale si avvale, coordinandola con la
propria,  dell'attivita'  di  vigilanza esercitata dal servizio per i
contributi   agricoli   unificati  e  dall'Istituto  nazionale  della
previdenza sociale.
                              Art. 24.

  I  datori  di  lavoro hanno l'obbligo di consentire l'accesso nelle
aziende  agli  incaricati della vigilanza degli enti previdenziali di
cui   all'articolo   precedente   e  a  fornire  ogni  notizia  utile
all'applicazione della presente legge.
  I  datori  di  lavoro  o  i loro rappresentanti che si rifiutano di
consentire  l'accesso  nell'azienda  o non forniscono le notizie ed i
dati  richiesti  o  li  diano scientemente errati od incompleti, sono
puniti,  salvo  che  il  fatto  non costituisca reato piu' grave, con
l'ammenda da lire 100.000 a lire 500.000.
  Per   i   contributi   previsti  dalla  presente  legge  e  per  le
contravvenzioni  di  cui  al comma precedente si applica l'articolo 3
della legge 18 dicembre 1964, n. 1412.
TITOLO III
TRATTAMENTO SPECIALE AI LAVORATORI AGRICOLI A TEMPO DETERMINATO
                              Art. 25.

  Ai  lavoratori agricoli a tempo determinato, che abbiano effettuato
nel  corso dell'anno solare almeno 151 giornate di lavoro, e' dovuto,
in  luogo  dell'indennita'  di  disoccupazione  loro spettante per lo
stesso periodo ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 3
dicembre  1970, n. 1049, un trattamento speciale pari al 60 per cento
della  retribuzione  di  cui all'articolo 3 della presente legge. (1)
((4))
  Il trattamento speciale e' corrisposto per un periodo massimo di 90
giorni   nell'anno,   osservando  le  norme  vigenti  in  materia  di
assicurazione  per  la  disoccupazione  involontaria  dei  lavoratori
agricoli.
-----------------
AGGIORNAMENTO (1)
  La  16 febbraio 1977, n. 37 ha disposto (con l'art. 6, comma 1) che
"La  misura  del  trattamento  speciale  in  caso  di disoccupazione,
previsto  dall'articolo  25  della  legge  8  agosto 1972, n. 457, e'
elevata  al  66  per  cento  della retribuzione di cui all'articolo 3
della stessa legge."
-----------------
AGGIORNAMENTO (4)
  La L. 24 dicembre 2007, n. 247 ha disposto (con l'art. 1, comma 55)
che  "Per  gli  operai  agricoli  a  tempo  determinato  e  le figure
equiparate,   l'importo   giornaliero  dell'indennita'  ordinaria  di
disoccupazione  di  cui all'articolo 7, comma 1, del decreto-legge 21
marzo  1988,  n.  86,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 20
maggio  1988,  n. 160, e successive modifiche e integrazioni, nonche'
dei  trattamenti speciali di cui all'articolo 25 della legge 8 agosto
1972,  n.  457, e all'articolo 7 della legge 16 febbraio 1977, n. 37,
e'  fissato  con  riferimento ai trattamenti aventi decorrenza dal 1°
gennaio  2008  nella  misura  del  40  per  cento  della retribuzione
indicata  all'articolo  1  del  decreto-legge 9 ottobre 1989, n. 338,
convertito,  con  modificazioni, dalla legge 7 dicembre 1989, n. 389,
ed  e'  corrisposto  per  il  numero  di giornate di iscrizione negli
elenchi  nominativi,  entro  il  limite di 365 giornate del parametro
annuo di riferimento."
                              Art. 26.

  Alla   corresponsione   della   prestazione   di  cui  all'articolo
precedente  provvede  l'Istituto nazionale della previdenza, sociale.
Il  relativo  onere  con  evidenza  contabile e' posto a carico della
gestione  dell'assicurazione  obbligatoria  contro  la disoccupazione
involontaria.
TITOLO IV
DISPOSIZIONI FINALI
                              Art. 27.

  I  periodi  per  i  quali e' corrisposto il trattamento sostitutivo
della  retribuzione  di cui all'articolo 8 ed il trattamento speciale
di  cui  all'articolo  25 della presente legge sono considerati utili
d'ufficio  ai  fini  del  riconoscimento  del diritto alla pensione e
della determinazione della misura di questa.
                              Art. 28.

  I  contributi dovuti per l'anno 1972, in base agli articoli 7 e 20,
sono applicati per dodicesimi a partire dal mese, successivo a quello
di  entrata  in vigore della presente legge, sulle giornate di lavoro
impiegate nell'anno da ciascuna azienda agricola.

  La  presente  legge,  munita del sigillo dello Stato, sara' inserta
nella  Raccolta  ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.

  Data a Napoli, addi' 8 agosto 1972

                                LEONE

                                                    ANDREOTTI - COPPO
TAVIANI - MALAGODI
- NATALI

Visto, il Guardasigilli: GONELLA
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