« Torna alla legislazione

LEGGE 9 marzo 1989, n. 88

Ristrutturazione dell'Istituto nazionale della previdenza sociale e dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.

CAPO I.
ORGANIZZAZIONE E CONTROLLI
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; 
                    IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
                               PROMULGA 
la seguente legge: 
                               ART. 1. 
(Funzioni  e  finalita'  dell'Istituto  nazionale  della   previdenza
                          sociale - INPS). 
1.  L'Istituto  nazionale  della  previdenza  sociale  (INPS),   ente
pubblico erogatore  di  servizi,  e  sottoposto  alla  vigilanza  del
Ministero del lavoro e della previdenza sociale e del  ministero  del
tesoro. 
2. L'INPS, nel quadro della politica economica generale, adempie alle
funzioni   attribuitegli   con   criteri   di   economicita'   e   di
imprenditorialita', adeguando autonomamente la propria organizzazione
all'esigenza di efficiente e tempestiva acquisizione  dei  contributi
ed  erogazione  delle  prestazioni.  Alle  medesime  finalita'   deve
conformarsi l'azione  di  controllo  e  di  vigilanza  sull'attivita'
dell'Istituto. 
3.  Tra  gli  scopi  istituzionali  dell'Istituto  rientra  anche  la
gestione  di  forme  di  previdenza  integrativa  nell'ambito   delle
disposizioni generali derivanti da leggi o regolamenti. 
4. L'esercizio delle attivita' relative alla  gestione  di  forme  di
previdenza integrativa deve essere effettuato dall'INPS sulla base di
un bilancio annuale di previsione separato da quello  afferente  agli
altri  fondi  amministrati.  Alla  gestione  finanziaria  dei   fondi
integrativi non si applica l'articolo 16 della legge 12 agosto  1974,
n. 370. 
                               ART. 2. 
                         (Organi dell'INPS). 
 
1. Il primo comma dell'articolo 1 del decreto  del  Presidente  della
Repubblica 30 aprile 1970, n. 639, e sostituito dal seguente: 
"Sono organi dell'Istituto: 
1) il presidente; 
2) il consiglio di amministrazione; 
3) il comitato esecutivo; 
4) i comitati amministratori delle gestioni, fondi e casse; 
5) i comitati regionali; 
6) i comitati provinciali; 
7) il collegio dei sindaci; 
8) il direttore generale". 
                               ART. 3. 
                            (Presidente). 
 
1. I numeri 2 e 3 del secondo comma dell'articolo 2 del  decreto  del
Presidente della Repubblica 30 aprile 1970, n. 639,  sono  sostituiti
dai seguenti: 
"2) convoca e presiede il consiglio di amministrazione,  il  comitato
esecutivo ed i comitati per i quali  non  sia  diversamente  previsto
dalla legge e  puo'  delegare  ad  un  componente  del  consiglio  di
amministrazione la presidenza dei comitati anzidetti; 
3) predispone l'ordine del giorno degli argomenti da sottoporre  agli
organi  suddetti,  ad  eccezione  dei  comitati  per  i   quali   sia
diversamente  previsto   dalla   legge,   ne   promuove   l'eventuale
istruttoria e vigila sull'esecuzione delle deliberazioni di tutti gli
organi collegiali dell'Istituto". 
2. Il quinto comma dell'articolo 2 del decreto del  Presidente  della
Repubblca 30 aprile 1970, n. 639, e sostituito dal seguente: 
"Nell'ambito  dei  criteri  generali  stabiliti  dal   consiglio   di
amministrazione, il presidente, ferme restando le disposizioni di cui
al decreto-legge 11 gennaio 1985, n.  2,  convertito  in  legge,  con
modificazioni,  dalla  legge  8  marzo  1985,  n.  72,  e  successive
modificazioni ed integrazioni, puo' delegare la rappresentanza legale
dell'ente al direttore generale, ai dirigenti  preposti  alle  unita'
centrali  e,  nell'ambito  delle   circoscrizioni   periferiche,   ai
dirigenti periferici. In caso di assenza o impedimento  dei  titolari
dei poteri di  rappresentanza,  l'esercizio  dei  poteri  medesimi  e
assunto dai funzionari designati  a  farne  le  veci,  salvo  diversa
disposizione di regolamento". 
3. Il sesto comma dell'articolo 2 del decreto  del  Presidente  della
Repubblica 30 aprile 1970, n. 639, e abrogato. 
                               ART. 4. 
                     (Composizione del consiglio 
                         di amministrazione). 
 
1. L'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile
1970, n. 639, e sostituito dal seguente: 
"ART. 3. - 1. Il consiglio di amministrazione e composto,  oltre  che
dal   presidente   dell'Istituto,   che   lo   presiede,   da   venti
rappresentanti   dei   lavoratori   dipendenti,   di   cui   uno   in
rappresentanza dei dirigenti di azienda,  da  quattro  rappresentanti
dei lavoratori autonomi, da nove rappresentanti dei datori di lavoro,
dal presidente dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli
infortuni   sul   lavoro   (INAIL)   e    da    quattro    funzionari
dell'Amministrazione dello Stato, in  rappresentanza  rispettivamente
del Ministero del lavoro e della previdenza  sociale,  del  Ministero
del  tesoro,  del  Ministero  del  bilancio  e  della  programmazione
economica e del Ministro per la funzione pubblica. 
2.  I  rappresentanti  dei  lavoratori  dipendenti,  dei   lavoratori
autonomi e dei datori  di  lavoro  sono  designati  dalle  rispettive
organizzazioni sindacali piu' rappresentative a livello nazionale. 
3. I membri del consiglio  di  amministrazione  sopra  elencati  sono
nominati con decreto del Presidente della Repubblica su proposta  del
Ministro del lavoro e della previdenza sociale  di  concerto  con  il
Ministro del tesoro". 
2. Il consiglio di amministrazione in carica alla data di entrata  in
vigore della presente legge  prosegue  la  sua  attivita'  sino  alla
scadenza del mandato. 
                               ART. 5. 
                      (Competenze del consiglio 
                         di amministrazione). 
 
1. Spetta al consiglio di amministrazione: 
 a) proporre al Ministro del lavoro e della  previdenza  sociale  una
terna di nomi per la nomina del presidente dell'Istituto; 
 b) nominare due vice presidenti, da scegliersi uno tra i consiglieri
rappresentanti dei lavoratori dipendenti ed  uno  tra  i  consiglieri
rappresentanti dei datori di lavoro; 
 c) nominare i membri non di diritto del comitato esecutivo; 
 d) proporre al Ministro del lavoro e  della  previdenza  sociale  la
nomina ed il trattamento economico del direttore generale,  anche  in
deroga alla legge 20 marzo 1975, n. 70, e  la  nomina  dei  dirigenti
generali; designare inoltre  il  dirigente  generale  che  svolge  le
funzioni vicarie; 
 e) deliberare i bilanci  consuntivi  e  preventivi  e  le  eventuali
variazioni a questi ultimi; 
 f) deliberare, sulla base di un programma pluriennale, gli obiettivi
e le direttive generali dell'attivita' dell'Istituto e vigilare sulla
loro attuazione; 
 g) deliberare i regolamenti di cui all'articolo 10 del decreto-legge
30 dicembre 1987, n. 536,  convertito  in  legge  con  modificazioni,
dalla legge 29 febbraio  1988,  n.  48,  e,  con  i  criteri  di  cui
all'articolo 1, comma 2, gli altri regolamenti dell'Istituto compresi
il regolamento organico e di fine servizio del personale e quello  di
amministrazione e contabilita', anche  in  deroga  alle  disposizioni
della legge 20 marzo 1975, n. 70; 
 h) deliberare l'eventuale costituzione  di  commissioni  consiliari,
nominarne i membri e fissarne le norme di funzionamento; 
 i) deliberare la costituzione di fondi pensionistici integrativi  ed
i criteri generali per l'impiego dei capitali secondo quanto previsto
all'articolo 1; 
 l) deliberare sulla dotazione organica; 
 m) deliberare il riordino delle funzioni in materia di  contabilita'
anche in  deroga  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  18
dicembre 1979, n. 696. 
2. L'articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile
1970, n. 639, e abrogato. 
                               ART. 6. 
                (Composizione del comitato esecutivo). 
 
1. Il primo comma dell'articolo 6 del decreto  del  Presidente  della
Repubblica 30 aprile 1970, n. 639, e sostituito dal seguente: 
"Il comitato esecutivo e presieduto dal presidente dell'Istituto ed e
composto, oltre che dal presidente  e  dai  due  vicepresidenti,  dai
seguenti membri eletti dal consiglio di amministrazione  nel  proprio
seno: 
1)  sei  consiglieri  scelti  tra  i  rappresentanti  dei  lavoratori
dipendenti; 
2) due consiglieri scelti tra i rappresentanti dei datori di lavoro; 
3) due consiglieri scelti per turni biennali tra i rappresentanti dei
lavoratori autonomi; 
4) i rappresentanti del  Ministero  del  lavoro  e  della  previdenza
sociale  e  del  Ministero  del  tesoro  in  seno  al  consiglio   di
amministrazione". 
                               ART. 7. 
                 (Competenze del comitato esecutivo). 
 
1.  Il  comitato  esecutivo  esercita  i  poteri  di  amministrazione
ordinaria e straordinaria, assumendo  i  provvedimenti  di  carattere
generale attinenti all'organizzazione ed al personale  dell'Istituto.
2. Non e consentita l'attribuzione di specifiche deleghe  ai  singoli
componenti del comitato esecutivo. 
3. Il  comitato  esecutivo  puo'  delegare  particolari  funzioni  ed
attribuzioni  ad  altri  organi  centrali  e  periferici,  nonche'  a
dirigenti dell'Istituto. 
4. Il comitato esecutivo esercita inoltre tutte  le  attribuzioni  ad
esso demandate da leggi e regolamenti e le  funzioni  che  non  siano
comprese  nella  sfera  di   competenza   degli   altri   organi   di
amministrazione dell'Istituto. 
                               ART. 8. 
                      (Procedure di controllo). 
 
1. L'articolo 53 del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  30
aprile 1979, n. 639, e sostituito dal seguente: 
"ART. 53. - 1. L'Istituto e sottoposto alla vigilanza del Ministero 
del lavoro e della previdenza sociale e del Ministero 
  del tesoro, che esercitano le relative funzioni secondo le  vigenti
disposizioni  e  nel  rispetto  dell'autonomia  e   delle   finalita'
dell'Istituto. 
2. I regolamenti e le delibere contenenti criteri direttivi  generali
adottati dal consiglio  di  amministrazione,  nonche'  gli  atti  non
espressamente soggetti per legge ad  approvazione  ministeriale  sono
immediatamente esecutivi e vengono trasmessi, ai sensi del  comma  1,
al Ministro del lavoro e della previdenza sociale e al  Ministro  del
tesoro. 
3. Le delibere con cui il consiglio di  amministrazione  definisce  o
modifica la dotazione organica del personale o quella  dei  dirigenti
sono trasmesse per l'approvazione al  Ministro  del  lavoro  e  della
previdenza sociale, il quale entro  sessanta  giorni  dalla  data  di
ricezione delle delibere stesse le  approva  o  le  restituisce,  con
motivati rilievi, per il riesame del consiglio di amministrazione. Il
Ministro   del   lavoro   e   della   previdenza   sociale   provvede
all'approvazione  di  concerto  con  il  Ministro  per  la   funzione
pubblica. 
4. Per i rilievi riguardanti i vizi di  leggittimita'  devono  essere
espressamente indicate le norme di legge che si ritengono violate. 
5.  Trascorso  il  termine  di  sessanta  giorni,  le  delibere   non
restituite diventano esecutive. In  caso  di  motivata  richiesta  di
chiarimenti, il decorso del termine e sospeso fino alla data  in  cui
sono forniti i chiarimenti richiesti. 
6. Le delibere diventano comunque  esecutive  qualora,  nonostante  i
rilievi, siano motivatamente confermate con nuova  deliberazione  del
consiglio  di  amministrazione,  sempreche'  i  rilievi   mossi   non
attengano a vizi di legittimita'. 
7. I controlli di  cui  al  presente  articolo  sostituiscono  quelli
previsti dall'articolo 29  della  legge  20  marzo  1975,  n.  70,  e
successive modificazioni ed integrazioni. 
8. La Corte  dei  conti  esercita  il  controllo  continuativo  sulla
gestione dell'Istituto con le  modalita'  previste  dall'articolo  12
della legge 21 marzo 1958, n. 259, in quanto compatibili e  riferisce
al Parlamento sulla efficienza economica e finanziaria dell'attivita'
svolta nell'esercizio esaminato". 
                               ART. 9. 
                       (Controllo sui bilanci). 
 
1. Il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con
il Ministro del tesoro, puo' formulare motivati rilievi  sui  bilanci
preventivi e su quelli consuntivi nonche' sulle note di variazione al
bilancio di previsione, rinviando i bilanci medesimi  e  le  note  di
variazione a nuovo esame da parte del  consiglio  di  amministrazione
per le motivate decisioni definitive. 
2. I suddetti rilievi devono essere formulati, per i  bilanci,  entro
sessanta giorni e, per le note di  variazione,  entro  trenta  giorni
dalla data di ricezione.  Trascorsi  detti  termini  il  bilancio  di
previsione e le note di variazione diventano esecutivi. 
                               ART. 10. 
                       (Collegio dei sindaci). 
 
1. Il collegio dei sindaci vigila sulla  legittimita'  e  regolarita'
contabile  di  tutte  le  gestioni  amministrate   dall'Istituto   e,
nell'ambito di tale attribuzione, esercita il  controllo  sugli  atti
relativi alla gestione del patrimonio  e  sul  bilancio  dell'ente  e
redige le relazioni sui bilanci di previsione, sui conti consuntivi e
sugli stati patrimoniali riferendone al consiglio di amministrazione. 
2. Il collegio sindacale e composto da: 
 a)  quattro  rappresentanti  del  Ministero  del  lavoro   e   della
previdenza sociale, con qualifica non inferiore a dirigente generale,
di cui uno con funzioni di presidente; 
 b) tre rappresentanti del Ministero del tesoro, con la qualifica non
inferiore a dirigente generale, di  cui  uno  con  funzioni  di  vice
presidente. 
3. Per ciascuno dei componenti del  collegio  e  nominato  un  membro
supplente. 
4. I componenti del collegio sindacale intervengono alle  sedute  del
consiglio di amministrazione, del comitato esecutivo e  dei  comitati
previsti per le varie gestioni. 
5. Su designazione del presidente del collegio assistono  normalmente
alle adunanze degli altri organi centrali almeno due sindaci, uno dei
quali puo' essere scelto anche tra quelli supplenti. 
6. I sindaci non possono far parte di commissioni e comitati comunque
istituiti nell'ambito dell'Istituto, ne' ricevere incarichi di studio
o di consulenza. 
7. Il colleggio dei sindaci e costituito con decreto del Ministro del
lavoro e della previdenza sociale di concerto  con  il  Ministro  del
tesoro. 
8. Il presidente del collegio e nominato con decreto  del  Presidente
del Consiglio dei ministri, sentiti il Ministro del  lavoro  e  della
previdenza sociale e il Ministro del tesoro. Con lo stesso decreto  e
designato, tra i rappresentanti del Ministero  del  tesoro,  il  vice
presidente del collegio. 
9. I componenti effettivi del collegio dei sindaci ed  il  magistrato
della Corte  dei  conti  delegato  al  controllo  dell'Istituto  sono
collocati fuori ruolo ai sensi dell'articolo 58 del testo unico delle
disposizioni concernenti lo  statuto  degli  impiegati  civili  dello
Stato, approvato con  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  10
gennaio 1957, n. 3, e successive modificazioni e integrazioni. 
10. Sono abrogati gli articoli 29,  30,  31  e  32  del  decreto  del
Presidente della Repubblica 30 aprile 1970, n.  639,  ed  ogni  altra
disposizione in, contrasto o incompatibile con il presente articolo. 
                               ART. 11. 
               (Responsabilita' degli amministratori). 
 
1. Il diritto al risarcimento dei danni arrecati  all'Amministrazione
da parte dei componenti degli  organi  dell'Istituto,  nell'esercizio
delle loro funzioni, si  estingue  con  il  decorso  del  termine  di
prescrizione ordinaria prevista  dal  codice  civile,  che  inizia  a
decorrere dal giorno in cui si e verificato il  fatto  causativo  del
danno. 
                               ART. 12. 
                        (Direttore generale). 
 
1. L'articolo 8 del decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile
1970, n. 639, e sostituito dal seguente: 
"ART.  8.  -  1.  Il  direttore  generale   dell'INPS:   sovraintende
all'organizzazione,  all'attivita'  e  al  personale   dell'Istituto,
assicurandone     l'unita'     operativa     e      di      indirizzo
tecnico-amministrativo, nel rispetto dei  criteri  generali  e  delle
direttive stabilite dal consiglio di amministrazione;  partecipa  con
voto consultivo alle sedute del  consiglio  di  amministrazione,  del
comitato esecutivo e  dei  comitati  amministratori  delle  gestioni,
fondi o casse  con  facolta'  di  iniziativa  e  proposta  e  dispone
l'esecuzione delle deliberazioni dagli stessi adottate. 
2.  Il  direttore   generale   formula   proposte   in   materia   di
ristrutturazione operativa dell'Istituto, consistenza degli  organici
e  promozione  dei  dirigenti   ed   esercita   ogni   altro   potere
attribuitogli dal presidente, dal consiglio di  amministrazione,  dal
comitato  esecutivo  o  dai  comitati  di  gestione,  speciali  o  di
vigilanza. 
3.  Il  direttore  generale  e  scelto  tra  i   dirigenti   generali
dell'Istituto  ovvero  tra  esperti  delle  discipline  attinenti  ai
compiti dell'Istituto stesso ed e nominato con decreto del Presidente
della Repubblica promosso dal Ministro del lavoro e della  previdenza
sociale, su proposta del consiglio di amministrazione, per un periodo
di cinque anni rinnovabile. 
4. Il trattamento economico del direttore generale e determinato  con
decreto del Ministro  del  lavoro  e  della  previdenza  sociale,  di
concerto con il Ministro del tesoro, su  proposta  del  consiglio  di
amministrazione dell'Istituto. 
5. In caso di assenza o di  impedimento,  il  direttore  generale  e'
sostituito dal dirigente generale che esplica le funzioni di vicario,
che ne assume tutte  le  funzioni  comprese  quelle  delegate,  salvo
diversa determinazione dell'organo delegante. 
6.  In  caso  di  vacanza  dell'ufficio  di  direttore  generale,  il
presidente convoca il consiglio di amministrazione entro  il  termine
di trenta giorni per la proposta di competenza. Fino alla nomina  del
nuovo direttore generale, le  funzioni  sono  assunte  dal  dirigente
generale che esplica le funzioni di vicario". 
2. Al direttore generale si applicano le norme sull'incompatibilita',
nonche' quelle sul limite  massimo  di  eta'  per  la  permanenza  in
servizio stabilite per il personale dell'Istituto. 
                               ART. 13. 
                     (Competenze dei dirigenti). 
 
1.  I  dirigenti  dell'Istituto  esercitano  le   attribuzioni   loro
conferite dalla  legge,  dai  regolamenti  e  dagli  organi,  o  che,
comunque, non siano dalla  legge  attribuite  alla  competenza  degli
organi dell'Istituto e del direttore  generale,  ed  assicurano,  per
quanto di competenza, il conseguimento degli  obiettivi  fissati  nei
programmi  approvati  dal  consiglio  di  amministrazione.  Lo  stato
giuridico  ed  il  trattamento  economico   sono   disciplinati   dal
decreto-legge 11  gennaio  1985,  n.  2,  convertito  in  legge,  con
modificazioni,  dalla  legge  8  marzo  1985,  n.  72,  e  successive
modificazioni ed integrazioni. 
2. I dirigenti  garantiscono  l'imparzialita'  e  il  buon  andamento
dell'amministrazione attenendosi ai principi della  legalita',  della
tempestivita' e della economicita' della  gestione;  rispondono  agli
organi di amministrazione dei risultati dell'attivita'  svolta  dagli
apparati cui sono preposti e della gestione  delle  risorse  ad  essi
demandate. 
3. L'attribuzione della qualifica di dirigente superiore e deliberata
dal comitato esecutivo, su proposta  del  direttore  generale,  sulla
base di  criteri  stabiliti  dal  consiglio  di  amministrazione  che
tengano conto delle capacita' professionali, della  cultura  e  delle
attitudini individuali  del  dirigente;  sono  scrutinabili  i  primi
dirigenti con un'anzianita' minima di tre anni nella qualifica. 
4. Il comitato esecutivo delibera la concessione di una indennita' di
funzione, in presenza dell'effettivo esercizio della funzione stessa,
determinandola sulla base  dell'importanza  della  funzione  e  delle
connesse  responsabilita',  nonche'  dei   disagi   derivanti   dalla
mobilita' e stabilisce i criteri generali per  l'utilizzo  temporaneo
di dirigenti in funzioni diverse da quelle della qualifica rivestita. 
5. I posti vacanti nella qualifica di dirigente sono coperti  per  la
meta' con il sistema del concorso  pubblico  di  cui  alla  legge  10
luglio 1984, n. 301, e per l'altra meta' mediante concorso  riservato
o scrutinio per merito comparativo tra i funzionari del nono  livello
funzionale. I criteri e le modalita' del concorso riservato  o  dello
scrutinio sono stabiliti dal comitato esecutivo. 
6. L'attivita' di formazione per l'accesso alla dirigenza e quella di
perfezionamento, specializzazione e aggiornamento  professionale  dei
dirigenti e del restante personale sono svolte da apposite  strutture
dell'Istituto anche in collaborazione con  analoghe  strutture  dello
Stato e degli altri enti pubblici. 
7. La preposizione dei dirigenti  generali  alle  relative  funzioni,
nell'ambito dell'amministrazione di appartenenza,  e  effettuata  per
gli enti di cui alla legge 20  marzo  1975,  n.  70,  dai  rispettivi
consigli di amministrazione, che ne danno notizia alla Presidenza del
Consiglio dei ministri. 
                               ART. 14. 
                      (Modalita' dei dirigenti). 
 
1. L'indennita' di trasferta prevista  per  i  dirigenti  degli  enti
pubblici non economici, comandati in missione, viene liquidata in 
misura ridotta qualora gli stessi 
  chiedano il rimborso delle spese effettivamente  sostenute  per  il
vitto e per l'alloggio. 
2. Nel caso di trasferimento d'ufficio in altra citta', al  personale
di cui al comma 1 spetta  il  rimborso,  per  i  primi  due  anni  di
permanenza nella nuova destinazione, delle  spese  sostenute  per  la
locazione di un alloggio adeguato alle esigenze familiari. 
                               ART. 15. 
                       (Funzionari direttivi). 
 
1.A decorrere dalla data di entrata in vigore della  presente  legge,
al personale degli enti pubblici disciplinati dalla  legge  20  marzo
1975, n. 70, in possesso della qualifica di direttore  o  consigliere
capo  ed  equiparate  ovvero   delle   qualifiche   inferiori   della
ex-categoria direttiva, alla  data  degli  inquadramenti  operati  in
attuazione delle  norme  di  cui  al  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 26 maggio 1976, n. 411, e esteso ad personam, e sulla base
delle anzianita' di servizio  a  ciascuno  gia'  riconosciute  e  non
riassorbibili, rispettivamente il trattamento giuridico ed  economico
degli  ispettori  generali  e  dei  direttori  di  divisione  di  cui
all'articolo 61 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno
1972, n. 748, e successive modifiche e integrazioni. 
2. In sede di contrattazione articolata  sono  individuate  posizioni
funzionali di particolare rilievo da attribuire ai  funzionari  della
categoria  direttiva  della  ottava  e  nona  qualifica   e   vengono
determinate le indennita' per l'effettivo espletamento delle funzioni
medesime da attribuire al personale in questione in aggiunta a quelle
previste dagli accordi di categoria.  Le  funzioni  indennizzabili  e
l'ammontare delle predette indennita' sono definite sulla  scorta  di
criteri che tengano conto del grado di autonomia  e  del  livello  di
responsabilita' e di  preparazione  professionale  richiesti  per  la
preposizione a strutture  organizzative,  a  compiti  di  studio,  di
ricerca e  progettazione,  a  funzioni  di  elevata  specializzazione
dell'area  informatica,  ad  attivita'   ispettive   di   particolare
complessita', nonche' a funzioni vicarie. I dirigenti  preposti  alle
strutture rispondono della corretta attribuzione delle indennita'  di
cui al presente comma. 
                               ART. 16. 
                           (Difesa legale). 
 
1. La difesa degli  amministratori  e  dei  dipendenti  dell'Istituto
convenuti in giudizio civile o sottoposti ad azione penale per  fatti
connessi all'esercizio delle loro attribuzioni  puo'  essere  assunta
anche dai legali del ruolo professionale dell'amministrazione,  ed  a
carico di questa, previa autorizzazione del comitato esecutivo. 
                               ART. 17. 
                    (Emanazione dei regolamenti). 
 
1. I regolamenti previsti dal presente capo, ad eccezione  di  quelli
concernenti i procedimenti di delegificazione, sono adottati entro il
limite massimo di otto mesi dall'entrata  in  vigore  della  presente
legge. 
2. In attesa dell'emanazione dei  regolamenti  di  cui  al  comma  1,
l'organizzazione e la gestione  dell'ente  restano  disciplinate  dal
preesistente ordinamento. 
                              ART. 18. 
                        (Progetti speciali). 
 
1. In relazione ad impegni derivanti dall'attuazione di  disposizioni
legislative sull'erogazione delle prestazioni e sulla riscossione  ed
accreditamento  dei  contributi  ovvero  per   particolari   esigenze
organizzative connesse a tali settori, l'Istituto elabora progetti  a
termine finalizzati a tali scopi da realizzare  anche  attraverso  la
selezione ed assunzione di personale,  su  base  regionale,  mediante
contratti di formazione e lavoro e contratti a termine. 
2. Con la contrattazione articolata di ente sono stabiliti i  criteri
per la corresponsione, al personale e ai  dirigenti  che  partecipano
alla elaborazione e realizzazione dei progetti di cui al comma 1,  di
compensi incentivanti la produttivita'. 
3. Al finanziamento  di  quanto  previsto  dai  commi  precedenti  si
provvede mediante una quota non superiore allo 0,10 per  cento  delle
entrate indicate nel bilancio di previsione dell'Istituto. 
((3-bis. I progetti di cui al comma 1 dovranno in particolare essere finalizzati alla realizzazione di programmi per la lotta e il recupero delle omissioni ed evasioni contributive, sulla base di specifiche, in termini finanziari, che verranno sottoposte all'esame del Ministro del lavoro e della previdenza sociale. Il comitato esecutivo dell'Istituto definira' la quota dello stanziamento fissato ai sensi del comma 3 da destinare al finanziamento di incentivi connessi alla realizzazione dei predetti programmi. Tale quota non puo' essere comunque inferiore al 50 per cento della somma destinata a compensi incentivanti. Il pagamento dei compensi di cui al presente comma e' disposto previa valutazione e verifica dei risultati conseguiti, che dovranno essere comunicati al Ministro del lavoro e della previdenza sociale)). 
                              ART. 19. 
             (Conferimento di incarichi professionali). 
 
1. Per le esigenze connesse alla  progettazione  e  realizzazione  di
sistemi informativi complessi, alla revisione e  riordinamento  delle
funzioni  di  contabilita'  ed  agli   investimenti   delle   risorse
finanziarie dei fondi integrativi di cui all'articolo  1,  l'Istituto
puo'  deliberare  il  conferimento   di   incarichi   di   consulenza
professionale  ad  esperti  altamente  specializzati.   Il   relativo
compenso e stabilito dal comitato esecutivo. 
2. E' fatto divieto di assumere con il contratto di cui  al  comma  1
personale gia' alle dipendenze dello stesso Istituto. (( In sede di prima applicazione, l'assunzione di tale personale, con il contratto di cui al comma 1 e nel limite massimo di cinque unita', e' consentita sempreche' la cessazione del servizio sia intervenuta in data anteriore al quinquiennio precedente l'assunzione predetta)). 
3. Il numero massimo degli incarichi di  cui  al  comma  1  non  puo'
superare le venticinque unita'. 
CAPO II
GESTIONE FINANZIARIA
                              ART. 20. 
               (Gestione finanziaria e patrimoniale). 
 
1. La gestione finanziaria e patrimoniale dell'Istituto, ad eccezione
di quanto previsto dall'articolo 1, comma 4, e  unica  per  tutte  le
attivita'  istituzionali  relative  alla  gestioni  previdenziali   e
assistenziali ad esso affidate come e  unico  il  relativo  bilancio.
Tali  gestioni   hanno   propria   autonomia   economico-patrimoniale
nell'ambito della gestione complessiva dell'Istituto. 
2. L'Istituto e autorizzato a costituire o partecipare a societa' cui
affidare la gestione  del  patrimonio  immobiliare  nel  rispetto  di
criteri di economicita' ed efficienza.  L'autorizzazione  e  concessa
dal Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di  concerto  con
il Ministro del tesoro su proposta del consiglio  di  amministrazione
dell'Istituto. Trascorso il termine di sessanta giorni dalla data  in
cui  la  deliberazione  del  consiglio  di  amministrazione   risulta
pervenuta  ai  ministri  competenti,  questa  diventa  esecutiva.  La
costituzione  o  la  partecipazione  alle  societa'   non   rientrano
nell'ambito  degli  impieghi   dei   fondi   disponibili   ai   sensi
dell'articolo 65 della legge 30 aprile 1969, n. 153. 
3. Per ogni esercizio finanziario l'Istituto e tenuto a compilare  il
bilancio preventivo finanziario generale di competenza  e  di  cassa,
secondo  criteri   generali   di   classificazione,   ai   fini   del
consolidamento delle operazioni interessanti il settore pubblico che,
anche in deroga all'articolo 30 della legge  20  marzo  1975,  n.  70
tengano conto delle esigenze funzionali dell'Istituto. 
4. Deve altresi'  compilare  il  conto  consuntivo  generale  e,  per
ciascuna delle gestioni amministrate, il  bilancio  preventivo  e  il
conto consuntivo.(( Al fine di consentire un immediato riscontro dell'incidenza delle risultanze finali della gestione degli interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali, l'Istituto e' inoltre tenuto a compilare uno stato patrimoniale ed un conto economico generale al netto della Gestione degli interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali di cui all'articolo 37)). I  bilanci  preventivi  devono  essere  deliberati
entro il 30 novembre dell'anno precedente  l'esercizio  al  quale  si
riferiscono. I bilanci consuntivi devono essere deliberati  entro  il
31 luglio successivo  alla  chiusura  dell'esercizio.  Per  le  spese
consentite dai fini  istituzionali  dell'Istituto,  che  non  abbiano
carattere  obbligatorio,  deve  essere   assicurata   la   necessaria
copertura  finanziaria  nel  bilancio  preventivo  e  nelle  note  di
variazione. 
5. Le modalita' di formazione e deliberazione  dei  bilanci  e  delle
note di variazione sono disciplinate  dagli  articoli  49  e  51  del
decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1970, n. 639. 
6. I bilanci preventivi  e  consuntivi  devono  essere  trasmessi  al
Ministro del lavoro e della previdenza  sociale  e  al  Ministro  del
tesoro entro  dieci  giorni  dalla  deliberazione  del  consiglio  di
amministrazione. 
7. Fino a quando non sia scaduto il termine per la  formulazione  dei
rilievi da parte del Ministro del lavoro e della previdenza sociale e
del Ministro del tesoro,  per  gli  stanziamenti  che  hanno  formato
oggetto di rilievo da parte di detti Ministri, prima  delle  motivate
decisioni definitive del consiglio di amministrazione,  per  le  sole
spese non obbligatorie, l'Istituto adotta la gestione provvisoria del
bilancio deliberato dal consiglio di amministrazione, nei  limiti  di
un dodicesimo  di  ogni  mese,  per  la  spesa  prevista  da  ciascun
capitolo, ovvero, nei limiti della maggiore spesa necessaria, ove  si
tratti di spese non frazionabili e non differibili. Gli articoli  48,
50 e 52 del decreto del Presidente della Repubblica 30  aprile  1970,
n. 639, sono abrogati. 
8. Il costo dei servizi non rientranti nelle competenze istituzionali
dell'Istituto, ma ad esso affidati per disposizione  di  legge  o  di
regolamento,   e   a   carico   del   bilancio    dello    Stato    o
dell'amministrazione committente. 
                               ART. 21. 
                  (Fondi dei lavoratori dipendenti). 
 
1. Nell'ambito del comparto riguardante la  gestione  dei  lavoratori
dipendenti, oltre  al  fondo  di  cui  all'articolo  12  del  decreto
Presidente della Repubblica 30 aprile 1970, n. 639,  e  istituita  la
gestione di  cui  al  successivo  articolo  24.  In  tale  ambito  il
consiglio di amministrazione puo' deliberare  l'utilizzazione,  senza
corresponsione di interessi, degli eventuali avanzi di gestione. 
                               ART. 22. 
              (Composizione del comitato amministratore 
              del fondo pensioni lavoratori dipendenti). 
 
1.  Il  comitato  amministratore  del   fondo   pensioni   lavoratori
dipendenti di cui all'articolo 12 del decreto  del  Presidente  della
Repubblica 30 aprile 1970, n. 639, e  presieduto  dal  vicepresidente
dell'Istituto rappresentante dei lavoratori dipendenti ed e composto,
oltre che dal vicepresidente medesimo, da cinque  rappresentanti  dei
lavoratori dipendenti e da tre rappresentanti dei datori di lavoro in
seno  al  consiglio  di  amministrazione,  nominati   dal   consiglio
medesimo, a scrutinio segreto ed a maggioranza assoluta dei voti  dei
componenti, nonche' dai rappresentanti del  Ministero  del  lavoro  e
della previdenza sociale e  del  Ministero  del  tesoro  in  seno  al
consiglio d'amministrazione. 
2. In caso di assenza  o  impedimento  del  presidente,  le  funzioni
vicarie sono assunte dal membro del comitato delegato dal  presidente
stesso. ((9)) 
    
-------------------

    
AGGIORNAMENTO (9) 
  La L. 27 dicembre 2002, n. 289, ha disposto (con l'art.  42,  comma
6) che "Il comitato di cui all'articolo 22 della legge 9 marzo  1989,
n. 88, e' integrato, con decreto del  Ministro  del  lavoro  e  delle
politiche sociali, da un rappresentante dell'organizzazione sindacale
maggiormente  rappresentativa  della  categoria,  limitatamente  alle
adunanze e alle problematiche  concernenti  i  dirigenti  di  aziende
industriali." 
                               ART. 23. 
               (Competenze del comitato amministratore 
              del fondo pensioni lavoratori dipendenti). 
 
1.  Il  comitato  amministratore  del   fondo   pensioni   lavoratori
dipendenti ha i seguenti compiti: 
 a) predisporre, in conformita' ai criteri stabiliti dal consiglio di
amministrazione  dell'Istituto,  i  bilanci  annuali   preventivo   e
consuntivo della gestione,  corredati  da  una  propria  relazione  e
deliberare sui bilanci tecnici relativi alla gestione stessa; 
 b) deliberare le modalita' di  erogazione  delle  prestazioni  e  di
riscossione dei contributi; 
 c) fare proposte in materia di contributi e prestazioni al consiglio
di amministrazione, che le trasmette, con proprio motivato parere, al
Ministro del lavoro e della previdenza sociale; 
 d) vigilare sull'affluenza  dei  contributi,  sull'erogazione  delle
prestazioni  nonche'  sull'andamento  della  gestione,  proponendo  i
provvedimenti necessari per assicurarne l'equilibrio; 
 e) decidere, in unica istanza, i ricorsi in  materia  di  contributi
dovuti alla gestione, compresi quelli che riguardano anche contributi
dovuti alla gestione di cui al successivo articolo 24;  si  applicano
le norme sui termini di cui all'articolo 47, commi 3 e 4; 
 f) assolvere ogni altro compito che sia ad esso demandato da leggi o
regolamenti o che gli sia affidato dal consiglio di amministrazione o
dal comitato esecutivo. 
2. L'articolo 13 del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  30
aprile 1970, n. 639, e abrogato. 
                               ART. 24. 
                   (Gestione prestazioni temporanee 
                      ai lavoratori dipendenti). 
 
1. A decorrere dal 1› gennaio 1989, le gestioni  per  l'assicurazione
contro la disoccupazione  involontaria,  ivi  compreso  il  Fondo  di
garanzia per il trattamento di fine rapporto  e  per  l'assicurazione
contro la turbercolosi, la cassa per  l'integrazione  guadagni  degli
operai dell'industria,  la  cassa  per  l'integrazione  guadagni  dei
lavoratori dell'edilizia, la cassa per  l'integrazione  salariale  ai
lavoratori agricoli, la cassa unica per  gli  assegni  familiari,  la
cassa per il trattamento di richiamo alle  armi  degli  impiegati  ed
operai privati, la gestione per i trattamenti economici  di  malattia
di cui all'articolo 74 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, il Fondo
per  il   rimpatrio   dei   lavoratori   extra-comunitari   istituito
dall'articolo 13 della legge 30 dicembre 1986, n. 943, ed ogni  altra
forma di previdenza a carattere temporaneo  diversa  dalle  pensioni,
sono fuse in una  unica  gestione  che  assume  la  denominazione  di
"Gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti". 
2.  La  predetta  gestione,  alla  quale  affluiscono  i   contributi
afferenti ai preesistenti fondi,  casse  e  gestioni,  ne  assume  le
attivita' e la passivita' ed eroga le relative prestazioni. 
3. Dalla data di entrata in vigore della presente legge  e  soppresso
il Fondo per gli  assuntori  dei  servizi  delle  ferrovie,  tranvie,
filovie e linee di navigazione interna di cui agli accordi  economici
collettivi dell'8 luglio 1941 e dell'11  dicembre  1942.  La  residua
attivita' patrimoniale, come da bilancio  consuntivo  della  gestione
del predetto fondo, e contabilizzata nella gestione  dei  trattamenti
familiari di cui al comma 1. 
4. Il bilancio della gestione e unico ed evidenzia per ciascuna forma
di previdenza le prestazioni e il correlativo gettito contributivo. 
                               ART. 25. 
              (Composizione del comitato amministratore 
   della gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti). 
 
1. Alla gestione istituita ai sensi dell'articolo 24 sovraintende  un
comitato amministratore presieduto dal  vicepresidente  dell'Istituto
scelto tra i rappresentanti  dei  lavoratori  dipendenti  e  composto
oltre che dal vicepresidente medesimo, da cinque  rappresentanti  dei
lavoratori dipendenti e da tre rappresentanti dei datori di lavoro in
seno  al  consiglio  di  amministrazione,  nominati   dal   consiglio
medesimo, a scrutinio segreto ed a  maggioranza  assoluta  dei  voti,
nonche' da un rappresentante rispettivamente del Ministero del lavoro
e della previdenza sociale e del Ministero del tesoro, con  qualifica
non inferiore a primo dirigente. 
2. In caso di  assenza  o  impedimento  del  presidente  le  funzioni
vicarie sono assunte dal membro del comitato delegato dal  presidente
stesso. 
                               ART. 26. 
               (Competenze del comitato amministratore 
   della gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti). 
 
1. Il comitato amministratore di cui all'articolo 25  ha  i  seguenti
compiti: 
 a) predisporre, in conformita' ai criteri stabiliti dal consiglio di
amministrazione  dell'Istituto,  i  bilanci  annuali   preventivo   e
consuntivo della gestione,  corredati  da  una  propria  relazione  e
deliberare sui bilanci tecnici relativi alla gestione stessa; 
 b) deliberare le modalita' di  erogazione  delle  prestazioni  e  di
riscossione dei contributi; 
 c) fare proposte in materia di contributi e prestazioni al consiglio
di amministrazione, che le trasmette, con proprio motivato parere, al
Ministro del lavoro e della previdenza sociale; 
 d) vigilare sull'affluenza  dei  contributi,  sull'erogazione  delle
prestazioni nonche' sull'andamento della gestione, proponendo, con le
modalita' di cui alla  lettera  c),  i  provvedimenti  necessari  per
assicurarne l'equilibrio; 
 e) decidere in unica istanza sui ricorsi in  materia  di  contributi
dovuti alla gestione; si  applicano  le  norme  sui  termini  di  cui
all'articolo 47, commi 3 e 4; 
 f) assolvere ogni altro compito che sia ad esso demandato da leggi o
regolamenti o che gli sia affidato dal consiglio di amministrazione o
dal comitato esecutivo. 
2. Tutte le  competenze  gia'  attribuite  ai  preesistenti  comitati
preposti alle gestioni di cui  all'articolo  24  sono  trasferite  al
comitato amministratore della gestione per le prestazioni  temporanee
ai lavoratori dipendenti. 
3. I ricorsi avverso i provvedimenti delle commissioni provinciali in
materia di prestazioni di integrazione salariale sono  attribuiti  al
comitato amministratore della gestione di cui all'articolo 24. 
Le autorizzazioni alle proroghe di cui all'articolo 6 della legge  20
maggio 1975, n. 164, per i periodi successivi alla data di entrata in
vigore della presente legge, sono concesse dalle commissioni  di  cui
all'articolo 8 della medesima legge. 
                               ART. 27 
             (Contributo per l'assicurazione obbligatoria 
                       contro la tubercolosi). 
 
1. A decorrere  dall'anno  successivo  all'entrata  in  vigore  della
presente legge, il contributo per l'assicurazione obbligatoria contro
la tubercolosi e destinato, per la quota dello 0,35 per cento  o  per
il  minor  contributo  dovuto,  al  finanziamento  delle  prestazioni
economiche della suddetta assicurazione e per  la  parte  residua  al
finanziamento delle prestazioni del Servizio sanitario nazionale. Con
la stessa decorrenza non si applicano all'INPS le disposizioni di cui
all'articolo 69, primo  comma,  lettere  b)  e  d),  della  legge  23
dicembre 1978, n. 833, all'articolo 6 della legge 4 agosto  1955,  n.
692,  all'articolo  2  della  legge  29  maggio  1967,  n.   369,   e
all'articolo 7 della legge 8 agosto 1972, n. 457. 
                               ART. 28 
             (Gestione dei contributi e delle prestazioni 
           previdenziali dei coltivatori diretti, mezzadri 
                              e coloni). 
 
1. A decorrere  dal  I  gennaio  1989  la  gestione  speciale  per  i
coltivatori diretti, coloni e mezzadri di cui  all'articolo  6  della
legge 26  ottobre  1957,  n.  1047,  e  successive  modificazioni  ed
integrazioni, assume la denominazione di "Gestione dei  contributi  e
delle prestazioni previdenziali dei coltivatori diretti,  mezzadri  e
coloni". 
2. La gestione, alla quale affluiscono i relativi  contributi,  eroga
le prestazioni previdenziali previste in favore della categoria. Alla
gestione sono trasferite le parti  del  contributo  statale  per  gli
assegni familiari agli autonomi agricoli, di cui all'articolo 9 della
legge  14  luglio  1967,  n.  585,  e  successive  modificazioni   ed
integrazioni, risultate in eccedenza sui fabbisogni annui. 
                               ART. 29 
(Composizione del comitato amministratore della gestione dei 
   contributi  e  delle  prestazioni  previdenziali  dei  coltivatori
diretti, mezzadri e coloni). 
 
1. Alla gestione istituita ai sensi dell'articolo 28 sovraintende  un
comitato amministratore presieduto dal rappresentante dei coltivatori
diretti, mezzadri e coloni in seno al  consiglio  di  amministrazione
dell'Istituto  e  composto,  oltre  che  dal  presidente,  da  cinque
rappresentanti dei coltivatori diretti,  da  due  rappresentanti  dei
mezzadri e coloni e da un rappresentante dei concedenti i terreni  in
colonia o mezzadria nominati con decreto del Ministro  del  lavoro  e
della  previdenza  sociale  su  designazione  delle  associazioni  di
categoria  piu'  rappresentative  a  livello  nazionale   e   da   un
rappresentante rispettivamente  del  Ministero  del  lavoro  e  della
previdenza sociale e del  Ministero  del  tesoro  con  qualifica  non
inferiore a primo dirigente. 
2. In caso di  assenza  o  impedimento  del  presidente  le  funzioni
vicarie sono assunte dal membro del comitato delegato dal  presidente
stesso. 
                               ART. 30 
(Competenze del comitato amministratore della gestione dei 
   contributi  e  delle  prestazioni  previdenziali  dei  coltivatori
diretti, mezzadri e coloni). 
 
1. Il comitato amministratore di cui all'articolo 29  ha  i  seguenti
compiti: 
 a) predisporre, in conformita' ai criteri stabiliti dal consiglio di
amministrazione  dell'Istituto,  i  bilanci  annuali   preventivo   e
consuntivo della  gestione  corredati  da  una  propria  relazione  e
deliberare sui bilanci tecnici relativi alla gestione stessa; 
 b) deliberare le modalita' di  erogazione  delle  prestazioni  e  di
riscossione dei contributi; 
 c) fare proposte in materia di contributi e prestazioni al consiglio
di amministrazione, che le trasmette, con proprio motivato parere, al
Ministro del lavoro e della previdenza  sociale  e  al  Ministro  del
tesoro; 
 d) vigilare sull'affluenza  dei  contributi,  sull'erogazione  delle
prestazioni nonche' sull'andamento della gestione, proponendo con  le
modalita' di cui alla  lettera  c),  i  provvedimenti  necessari  per
assicurare l'equilibrio; 
 e) decidere in unica istanza sui ricorsi in  materia  di  contributi
dovuti alla gestione o concernenti,  in  genere,  l'attuazione  della
legge  26  ottobre  1957,  n.  1047,  e  successive  modificazioni  e
integrazioni, non attribuiti ad altro organo; 
 f) predisporre i bilanci annuali,  preventivo  e  consuntivo,  della
gestione per i trattamenti integrativi di previdenza; 
 g) assolvere ogni altro compito che sia ad esso demandato da leggi o
regolamenti o che gli sia affidato dal consiglio di amministrazione o
dal comitato esecutivo. 
                               ART. 31 
             (Gestione dei contributi e delle prestazioni 
                   previdenziali degli artigiani). 
 
1.  A  decorrere  dal  I  gennaio  1989  la  gestione  speciale   per
l'assicurazione obbligatoria per l'invalidita',  la  vecchiaia  ed  i
superstiti degli artigiani di cui all'articolo 3 della legge 4 luglio
1959, n. 463, assume la denominazione di "Gestione dei  contributi  e
delle prestazioni previdenziali degli artigiani". 
2. La gestione, alla quale affluiscono i relativi  contributi,  eroga
le prestazioni previdenziali previste in favore della categoria. 
                               ART. 32 
     (Composizione del comitato amministratore della gestione dei 
    contributi e delle prestazioni previdenziali degli artigiani). 
 
1. Alla gestione istituita ai sensi dell'articolo 31 sovraintende  un
comitato amministratore presieduto dal rappresentante della categoria
in seno al consiglio di  amministrazione  dell'Istituto  e  composto,
oltre che dal  presidente,  da  sei  rappresentanti  degli  artigiani
nominati con decreto del  Ministro  del  lavoro  e  della  previdenza
sociale  su  designazione  delle  associazioni  di   categoria   piu'
rappresentative  a  livello  nazionale   e   da   un   rappresentante
rispettivamente del Ministero del lavoro e della previdenza sociale e
del Ministero del tesoro con  la  qualifica  non  inferiore  a  primo
dirigente. 
2. In caso di assenza  o  impedimento  del  presidente,  le  funzioni
vicarie sono assunte dal membro del comitato delegato dal  presidente
stesso. 
                               ART. 33 
      (Competenze del comitato amministratore della gestione dei 
    contributi e delle prestazioni previdenziali degli artigiani). 
 
1. Il comitato amministratore, di cui all'articolo 32, ha i  seguenti
compiti: 
 a) predisporre, in conformita' ai criteri stabiliti dal consiglio di
amministrazione  dell'Istituto,  i  bilanci  annuali   preventivo   e
consuntivo della gestione,  corredati  da  una  propria  relazione  e
deliberare sui bilanci tecnici relativi alla gestione stessa; 
 b) deliberare le modalita' di  erogazione  delle  prestazioni  e  di
riscossione dei contributi; 
 c) fare proposte in materia di contributi e prestazioni al consiglio
di amministrazione, che le trasmette, con proprio motivato parere, al
Ministro del lavoro e della previdenza  sociale  e  al  Ministro  del
tesoro; 
 d) vigilare sull'affluenza  dei  contributi,  sull'erogazione  delle
prestazioni nonche' sull'andamento della gestione, proponendo con  le
modalita' di cui alla  lettera  c),  i  provvedimenti  necessari  per
assicurare l'equilibrio; 
 e) decidere in unica istanza sui ricorsi in  materia  di  contributi
dovuti alla gestione o concernenti,  in  genere,  l'attuazione  della
legge  4  luglio  1959,  n.  463,  e   successive   modificazioni   e
integrazioni, non attribuiti ad altro organo; 
 f) predisporre i bilanci annuali,  preventivo  e  consuntivo,  della
gestione per i trattamenti integrativi di previdenza; 
 g) assolvere ogni altro compito che sia ad esso demandato da leggi o
regolamenti o che gli sia affidato dal consiglio di amministrazione o
dal comitato esecutivo. 
                               ART. 34 
                   (Gestione dei contributi e delle 
                      prestazioni previdenziali 
                degli esercenti attivita' commerciali) 
 
1.  A  decorrere  dal  I  gennaio  1989,  la  gestione  speciale  per
l'assicurazione obbligatoria per l'invalidita',  la  vecchiaia  ed  i
superstiti degli esercenti attivita' commerciali di cui  all'articolo
5 della legge 22 luglio 1966, n.  613,  assume  la  denominazione  di
"Gestione dei contributi  e  delle  prestazioni  previdenziali  degli
esercenti attivita' commerciali." 
2. La gestione, alla quale affluiscono i relativi  contributi,  eroga
le prestazioni previdenziali previste in favore della categoria. 
                               ART. 35 
    (Composizione del comitato amministratore della gestione dei 
    contributi e delle prestazioni previdenziali degli esercenti 
                       attivita' commerciali). 
 
1. Alla gestione istituita ai sensi dell'articolo 34 sovraintende  un
comitato amministratore presieduto dal rappresentante della categoria
in seno al consiglio di  amministrazione  dell'Istituto  e  composto,
oltre che dal  presidente,  da  sei  rappresentanti  degli  esercenti
attivita' commerciali, da un rappresentante dei venditori  ambulanti,
da un rappresentante  degli  agenti  e  rappresentanti  di  commercio
nominati con decreto del  Ministro  del  lavoro  e  della  previdenza
sociale  su  designazione  delle  associazioni  di   categoria   piu'
rappresentative  a  livello  nazionale   e   da   un   rappresentante
rispettivamente del Ministero del lavoro e della previdenza sociale e
del  Ministero  del  tesoro  con  qualifica  non  inferiore  a  primo
dirigente. 
2. In caso di  assenza  o  impedimento  del  presidente  le  funzioni
vicarie sono assunte dal membro del comitato delegato dal  presidente
stesso.((5)) 
    
---------------------

    
AGGIORNAMENTO (5) 
La L. 23 dicembre 1996, n. 662, ha disposto (con l'art. 1, comma 201)
che "La composizione del comitato amministratore di cui  all'articolo
35 della legge 9 marzo 1989, n. 88, e'  integrata  da  un  membro  in
rappresentanza dei soggetti di cui  al  comma  196,  designato  dalla
associazione di categoria maggiormente rappresentativa." 
                               ART. 36 
(Competenze del comitato amministratore della gestione dei contributi
e  delle  prestazioni   previdenziali   degli   esercenti   attivita'
                            commerciali). 
 
1. Il comitato amministratore, di cui all'articolo 35, ha i  seguenti
compiti: 
 a) predisporre, in conformita' ai criteri stabiliti dal consiglio di
amministrazione  dell'Istituto,  i  bilanci  annuali   preventivo   e
consuntivo della gestione,  corredati  da  una  propria  relazione  e
deliberare sui bilanci tecnici relativi alla gestione stessa; 
 b) deliberare le modalita' di  erogazione  delle  prestazioni  e  di
riscossione dei contributi; 
 c) fare proposte in materia di contributi e prestazioni al consiglio
di amminitrazione, che le trasmette con proprio  motivato  parere  al
Ministro del lavoro e della previdenza  sociale  e  al  Ministro  del
tesoro; 
 d) vigilare sull'affluenza  dei  contributi,  sull'erogazione  delle
prestazioni nonche' sull'andamento della gestione, proponendo, con le
modalita' di cui alla  lettera  c),  i  provvedimenti  necessari  per
assicurare l'equilibrio; 
 e) decidere in unica istanza sui ricorsi in  materia  di  contributi
dovuti alla gestione o  concernenti  in  genere,  l'attuazione  della
legge  22  luglio  1966,  n.  613,  e  successive   modificazioni   e
integrazioni, non attribuiti ad altro organo; 
 f) predisporre i bilanci annuali,  preventivo  e  consuntivo,  della
gestione per i trattamenti integrativi di previdenza; 
 g) assolvere ogni altro compito che sia ad esso demandato da leggi o
regolamenti o che gli sia affidato dal consiglio di amministrazione o
dal comitato esecutivo. 
                               ART. 37 
(Gestione degli interventi assistenziali e di sostegno alle  gestioni
                           previdenziali). 
 
1.  E'  istituita  presso  l'INPS  la  "Gestione   degli   interventi
assistenziali e di sostegno dalle gestioni previdenziali". 
2. Il finanziamento della gestione e assunto dallo Stato. 
3. Sono a carico della gestione: 
 a) le pensioni sociali di cui all'articolo 26 della legge 30  aprile
1969,  n.  153,  e  successive  modificazioni  ed  integrazioni,  ivi
comprese quelle erogate ai sensi degli articoli 10 e 11  della  legge
18 dicembre 1973, n. 854, e successive modificazioni e integrazioni; 
 b) l'onere delle integrazioni di cui all'articolo 1 della  legge  12
giugno 1984, n. 222; 
 c) una quota parte di ciascuna mensilita'  di  pensione  erogata  al
Fondo pensioni lavoratori dipendenti, dalle gestioni  dei  lavoratori
autonomi, dalla gestione speciale minatori e dall'Ente  nazionale  di
previdenza e assistenza per i lavoratori dello  spettacolo  (ENPALS),
per un importo pari a quello previsto per l'anno  1988  dall'articolo
21, comma 3,  della  legge  11  marzo  1988,  n.  67.  Tale  somma  e
annualmente  adeguata,  con  la  legge  finanziaria,  in  base   alle
variazioni dell'indice nazionale annuo dei prezzi al consumo  per  le
famiglie degli operai ed impiegati calcolato  dall'Istituto  centrale
di statistica(( incrementato di un punto percentuale)); ((4)) 
 d) gli oneri derivanti dalle agevolazioni contributive disposte  per
legge in favore di particolari categorie,  settori  o  territori  ivi
compresi  i  contratti  di  formazione-lavoro,  di   solidarieta'   e
l'apprendistato e gli oneri relativi a trattamenti di famiglia per  i
quali e previsto per legge il concorso dello Stato o a trattamenti di
integrazione salariale straordinaria  e  a  trattamenti  speciali  di
disoccupazione di cui alle leggi 5 novembre 1968, n. 1115,  6  agosto
1975, n. 427, e successive modificazioni ed integrazioni, o  ad  ogni
altro trattamento similare posto per legge a carico dello Stato; 
 e) gli oneri derivanti dai pensionamenti anticipati; 
 f) l'onere dei trattamenti pensionistici  ai  cittadini  rimpatriati
dalla  Libia  di  cui  al  decreto-legge  28  agosto  1970,  n.  622,
convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 19 ottobre  1970,
n. 744, degli assegni vitalizi di cui all'articolo 11 della legge  20
marzo 1980, n. 75, delle maggiorazioni di cui agli articoli 1, 2 e  6
della legge 15 aprile 1985, n. 140, nonche' delle quote di  pensione,
afferenti ai periodi  lavorativi  prestati  presso  le  forze  armate
alleate e presso l'UNRRA. Sono altresi' a carico della gestione tutti
gli oneri  relativi  agli  altri  interventi  a  carico  dello  Stato
previsti da disposizioni di legge. 
4. L'onere di cui al comma 3, lettera c), assorbe  l'importo  di  cui
all'articolo 1 della legge 21 luglio 1965, n. 903,  i  contributi  di
cui all'articolo 20 della legge 3 giugno 1975, n.  160,  all'articolo
27 della legge 21 dicembre 1978, n.  843,  e  all'articolo  11  della
legge 15 aprile 1985, n. 140. 
5. L'importo dei trasferimenti da parte dello  Stato  ai  fini  della
progressiva assunzione degli oneri di cui alle lettere d ) ed e)  del
comma 3 e stabilito annualmente con la legge finanziaria. Per  l'anno
1988, alla copertura degli oneri  di  cui  al  presente  articolo  si
provvede  mediante  proporzionale  utilizzazione  degli  stanziamenti
disposti dalla legge 11 marzo 1988, n. 67. 
6. L'onere delle pensioni liquidate nella gestione per i  coltivatori
diretti, mezzadri e coloni con decorrenza  anteriore  al  1›  gennaio
1989 e delle pensioni di  reversibilita'  derivanti  dalle  medesime,
nonche'  delle  relative   spese   di   amministrazione   e   assunto
progressivamente a carico dello Stato in misura annualmente stabilita
con la legge finanziaria, tenendo anche conto degli eventuali apporti
di solidarieta' delle altre gestioni. 
7. il bilancio della gestione  e  unico  e,  per  ciascuna  forma  di
intervento, evidenzia l'apporto dello Stato, gli eventuali contributi
dei datori di lavoro, le prestazioni o le erogazioni nonche' i  costi
di funzionamento. 
8. Alla gestione sono attribuiti i contributi dei  datori  di  lavoro
destinati al finanziamento dei trattamenti di integrazione  salariale
straordinaria e dei trattamenti speciali  di  disoccupazione  di  cui
alle leggi 5 novembre 1968,  n.  1115,  6  agosto  1975,  n.  427,  e
successive modificazioni ed integrazioni, nonche' quelli destinati al
finanziamento dei pensionamenti anticipati. 
    
-----------------


    
AGGIORNAMENTO (4) 
  La L. 8 agosto 1995, n. 335 ha disposto (con  l'art.  3,  comma  2)
che" Per l'anno 1996 l'importo globale di cui all'articolo 37,  comma
3, lettera c), della legge 9 marzo 1989, n.  88,  e'  determinato  in
lire 23 mila miliardi incrementato, per gli anni successivi, ai sensi
della predetta lettera c)." 
                               ART. 38 
(Composizione del comitato amministratore della gestione degli 
   interventi   assistenziali   e   di   sostegno    alle    gestioni
previdenziali). 
1. Alla gestione istituita ai sensi dell'articolo 37 sovraintende  un
comitato amministratore presieduto dal presidente dell'Istituto o  da
un vicepresidente dallo stesso delegato e  composto,  oltre  che  dal
presidente, dai rappresentanti ministeriali in seno al  consiglio  di
amministrazione integrati da due  altri  funzionari  dello  Stato  in
rappresentanza,  rispettivamente,  del  Ministero  del  lavoro  della
previdenza sociale e del Ministero del tesoro, e dai  presidenti  dei
comitati amministratori di cui ai precedenti articoli 22, 25, 29,  32
e 35, o da membri  dei  predetti  comitati  delegati  dai  rispettivi
presidenti. 
2. In caso di assenza  o  impedimento  del  presidente,  le  funzioni
vicarie sono assunte dal membro del comitato delegato dal  presidente
stesso. 
                               ART. 39 
(Competenze  del  comitato  amministratore   della   gestione   degli
interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali). 
 
1. Il comitato amministratore di cui all'articolo 38  ha  i  seguenti
compiti: 
 a) predisporre, in conformita' ai criteri stabiliti dal consiglio di
amministrazione  dell'Istituto,  i  bilanci  annuali   preventivo   e
consuntivo della gestione,  corredati  da  una  propria  relazione  e
deliberare sui bilanci tecnici relativi alla gestione stessa; 
 b) vigilare sull'affluenza dei contributi  e  sull'erogazione  delle
prestazioni a carico della  gestione,  nonche'  sull'andamento  della
gestione stessa, proponendo i provvedimenti necessari per assicurarne
l'equilibrio; le proposte sono trasmesse al  Ministro  del  lavoro  e
della previdenza sociale dal consiglio di amministrazione con proprio
parere motivato; 
 c) assolvere ogni altro compito che sia ad esso demandato da leggi o
regolamenti o che gli sia affidato dal consiglio di amministrazione o
dal comitato esecutivo. 
                               ART. 40 
                          (Fondo sociale). 
 
1. A decorrere dal 1› gennaio 1989 e' soppresso il fondo  sociale  di
cui all'articolo 2 della legge 21 luglio 1965, n. 903. 
2. Le attivita' e le passivita' del fondo sociale di cui al  comma  1
derivanti dalla gestione dal I gennaio 1976 al 31 dicembre  dell'anno
di entrata  in  vigore  della  presente  legge,  sono  assunte  dalla
gestione costituita ai sensi del precedente articolo 37. 
                               ART. 41 
               (Equilibrio finanziario delle gestioni). 
 
1. Per tutti i fondi deve essere assicurato l'equilibrio  finanziario
delle  gestioni,  ivi   considerando   le   spese   d'amministrazione
dell'Istituto e gli oneri derivanti dalla presente legge. A tal fine,
con decreto del Ministro del lavoro e  della  previdenza  sociale  di
concerto  con  il  Ministro  del  tesoro,  sentito  il  consiglio  di
amministrazione,  sono  adottati  i  necessari  provvedimenti,  anche
attraverso l'adeguamento delle aliquote contributive. 
CAPO III
ORGANI PERIFERICI E CONTENZIOSO
                               ART. 42 
                   (Comitati regionali dell'INPS). 
 
1. Il primo comma dell'articolo 33 del decreto del  Presidente  della
Repubblica 30 aprile 1970, n. 639, e sostituito dal seguente: 
"In ogni capoluogo di  regione  e  istituito  un  comitato  regionale
dell'Istituto composto da: 
1) dodici rappresentanti dei lavoratori dipendenti, dei quali uno  in
rappresentanza dei dirigenti di azienda; 
2) tre rappresentanti dei datori di lavoro; 
3)  tre  rappresentanti  dei  lavoratori  autonomi,  di  cui  uno  in
rappresentanza dei coltivatori diretti, mezzadri  e  coloni,  uno  in
rappresentanza  degli  artigiani  ed  uno  in  rappresentanza   degli
esercenti attivita' commerciali; 
4) un rappresentante dell'ente regione; 
5) il dirigente dell'ufficio regionale del lavoro o  dell'ispettorato
regionale del lavoro; 
6) il dirigente della locale ragioneria regionale dello Stato  od  un
funzionario del medesimo ufficio dallo stesso designato; 
7) il dirigente della sede regionale dell'Istituto; 
8) i presidenti dei comitati provinciali della regione". 
2. Il terzo comma dell'articolo 33 del decreto del  Presidente  della
Repubblica 30 aprile 1970, n. 639, e sostituito dal seguente: 
"I membri di cui ai numeri 1), 2) e 3) del primo comma sono  nominati
su  designazione  delle  rispettive  confederazioni  sindacali   piu'
rappresentative a carattere nazionale". 
3. Il quinto comma dell'articolo 33 del decreto del Presidente  della
Repubblica 30 aprile 1970, n. 639, e abrogato. 
                               ART. 43 
                 (Competenze dei comitati regionali). 
 
1. Il comitato regionale ha i seguenti compiti: 
 a)  coordinare  l'attivita'  dei  comitati  provinciali   costituiti
nell'ambito della circoscrizione regionale; 
 b)  mantenere  il  collegamento  con  l'ente  regione  ai  fini  del
coordinamento e della reciproca informazione in ordine  all'attivita'
e agli orientamenti nei settori della  previdenza  e  dell'assistenza
sociale; 
 c) mantenere contatti periodici con le organizzazioni sindacali  dei
lavoratori, dei datori di lavoro, con gli enti di patronato e con gli
altri  organismi   similari   al   fine   di   fornire   informazioni
sull'attivita' dell'Istituto nell'ambito regionale e  di  raccogliere
le indicazioni e le proposte dei predetti organismi; 
 d) presentare periodicamente al  consiglio  di  amministrazione  una
relazione  in  ordine  all'attivita'  svolta  ed  agli  obiettivi  da
perseguire nell'ambito della circoscrizione regionale; 
 e) decidere, in via definitiva, i ricorsi relativi alla  sussistenza
del rapporto di lavoro esclusi quelli relativi ai fondi  speciali  di
previdenza; si applicano le norme sui termini di cui all'articolo 47,
commi 3 e 4; 
 f)  svolgere  i  compiti  ad  esso  assegnati   dal   consiglio   di
amministrazione dell'Istituto. 
2. Il comitato regionale per  la  Valle  d'Aosta  svolge  altresi'  i
compiti attribuiti al comitato provinciale. 
3. Per le decisioni dei ricorsi il comitato regionale  per  la  Valle
d'Aosta adotta le modalita' di cui ai commi 2, 3  e  4  dell'articolo
46. 
                               ART. 44 
 
(Composizione dei comitati provinciali). 
1. Il primo comma dell'articolo 34 del decreto del  Presidente  della
Repubblica 30 aprile 1970, n. 639, e sostituito dal seguente: 
"Presso ogni sede provinciale dell'Istituto e istituito  un  comitato
composto da: 
1) undici rappresentanti dei lavoratori dipendenti, dei quali uno  in
rappresentanza dei dirigenti di azienda; 
2) tre rappresentanti dei datori di lavoro; 
3) tre rappresentanti dei lavoratori autonomi; 
4) il direttore dell'ufficio provinciale del lavoro e  della  massima
occupazione o il direttore dell'ispettorato provinciale  del  lavoro.
Il  titolare  puo'  farsi  rappresentare  in  singole  sedute  da  un
funzionario  dell'ufficio  all'uopo  delegato,   di   qualifica   non
inferiore a primo dirigente; 
5) il direttore della locale ragioneria provinciale  dello  Stato  il
quale puo' farsi rappresentare in singole sedute  da  un  funzionario
dell'ufficio all'uopo delegato, di qualifica non  inferiore  a  primo
dirigente; 
6) il dirigente della sede provinciale dell'Istituto". 
                               ART. 45 
 
(Organi collegiali periferici dell'INPS). 
1.Dei  comitati  provinciali  di  cui  all'articolo  44   fa   parte,
limitatamente al territorio della  regione  Trentino-Alto  Adige,  un
rappresentante delle  amministrazioni  di  ciascuna  delle  provincie
autonome. 
2. Resta fermo quanto  disposto  dal  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 6 gennaio 1978, n. 58, e per quanto  concerne  la  regione
Sicilia dalla legge 11 agosto 1972, n. 466. 
3. I comitati regionali e provinciali in carica alla data di  entrata
in vigore della presente legge  proseguono  la  loro  attivita'  fino
all'emanazione del decreto di nomina dei nuovi organi. 
                               ART. 46 
(Contenzioso in materia di prestazioni). 
 
1. Il comitato provinciale decide in via definitiva i ricorsi avverso
i provvedimenti dell'Istituto concernenti: 
 a) le prestazioni dell'assicurazione obbligatoria per l'invalidita',
la  vecchiaia  ed  i  superstiti  dei  lavoratori  dipendenti  e   le
prestazioni  del  Fondo  di  garanzia  per  il  trattamento  di  fine
rapporto; 
 b) le  prestazioni  delle  gestioni  dei  lavoratori  autonomi,  ivi
comprese quelle relative ai trattamenti familiari di loro competenza; 
 c) le prestazioni della gestione speciale di previdenza a favore dei
dipendenti  da  imprese  esercenti  miniere,  cave  e  torbiere   con
lavorazione, ancorche' parziale, in sotteraneo; 
 d)  le  prestazioni  dell'assicurazione   obbligatoria   contro   la
disoccupazione involontaria; 
 e) la pensione sociale; 
 f) le  prestazioni  economiche  di  malattia,  ivi  comprese  quelle
dell'assicurazione obbligatoria  contro  la  tubercolosi,  e  per  la
maternita'; 
 g) i trattamenti familiari; 
 h) l'assegno per congedo matrimoniale; 
 i) il trattamento di richiamo alle armi degli  impiegati  ed  operai
privati. 
2. I ricorsi concernenti le prestazioni  indicate  nel  comma  1,  ad
eccezione di quelle di cui alle lettere b ) ed e), sono decisi da una
speciale commissione del comitato provinciale composta dai membri  di
cui ai numeri 1, 2, 4, 5 e 6 del primo  comma  dell'articolo  34  del
decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1970, n. 639.  come
sostituito dall'articolo 44 della presente legge. 
3. I ricorsi concernenti le prestazioni di cui  alla  lettera  b)  e,
limitatamente alle prestazioni di maternita' dei lavoratori autonomi,
alla lettera f) del comma 1, sono decisi da speciali commissioni  del
comitato provinciale presiedute  rispettivamente  dal  rappresentante
dei coltivatori diretti, mezzadri e coloni, dal rappresentante  degli
artigiani e del rappresentante degli esercenti attivita'  commerciali
in seno al comitato stesso e composte dai membri di cui ai numeri  4,
5 e 6 del primo comma dell'articolo 34  del  decreto  del  presidente
della  Repubblica  30  aprile   1970,   n.   639,   come   sostituito
dall'articolo 44 della presente legge, e  da  quattro  rappresentanti
delle categorie  nominati  con  decreto  del  direttore  dell'ufficio
provinciale del lavoro. 
4. I ricorsi concernenti la lettera e) del comma 1  sono  decisi  dal
comitato provinciale. 
5. Il termine per ricorrere al  comitato  provinciale  e  di  novanta
giorni dalla data di comunicazione del provvedimento impugnato. 
6.  Trascorsi   inutilmente   novanta   giorni   dalla   data   della
presentazione del ricorso, gli interessati hanno  facolta'  di  adire
l'autorita' giudiziaria. 
7. I ricorsi avverso i provvedimenti concernenti  le  prestazioni  di
cui ai precedenti commi, pendenti dinanzi ai  comitati  regionali  ed
agli altri organi centrali dell'Istituto  alla  data  di  entrata  in
vigore della presente legge, sono  decisi  dai  corrispondenti  nuovi
organi sencondo le procedure e le competenze previgenti. 
8. La proposizione dei  gravami  di  cui  al  presente  articolo  non
sospende il provvedimento emanato dall'Istituto. 
9. Il direttore della competente sede dell'Istituto  puo'  sospendere
l'esecuzione della decisione  del  comitato  qualora  si  evidenziano
profili  di  illeggittimita'.  In  tal  caso  il   provvedimento   di
sospensione deve essere adottato dal direttore entro cinque giorni ed
essere sottoposto al comitato amministratore competente per  materia,
il quale, entro novanta giorni, decide o l'esecuzione della decisione
o il suo annullamento. Trascorso tale termine  la  decisione  diviene
comunque esecutiva. 
10. Sono abrogati il numero  1  ed  il  numero  11  del  primo  comma
dell'articolo 36  e  gli  articoli  44,  45  e  46  del  decreto  del
Presidente della Repubblica 30 aprile 1970, n. 639. 
                               ART. 47 
                 Contenzioso in materia di contributi 
               alle gestioni dei lavoratori autonomi). 
 
1. Il comitato amministratore per la gestione  dei  contributi  delle
prestazioni previdenziali degli artigiani e quello  per  la  gestione
dei contributi e  delle  prestazioni  previdenziali  degli  esercenti
attivita' commerciali  decidono,  in  via  definitiva  i  ricorsi  in
materia di contributi dovuti alle rispettive gestioni. 
2. Il comitato amministratore per la gestione dei contributi e  delle
prestazioni previdenziali dei coltivatori diretti, mezzadri e  coloni
decide, in via definitiva, i ricorsi in materia di contributi  dovuti
alla gestione stessa, che esulano dalla competenza delle  commissioni
provinciali di cui all'articolo 12 della legge 9 gennaio 1963, n.  9.
3. Il termine per ricorrere ai comitati di cui ai commi 1 e  2  e  di
novanta giorni dalla data del provvedimento impugnato. 
4. Trascorsi inutilmente novanta giorni dalla data  di  presentazione
del ricorso, gli interessati  hanno  facolta'  di  adire  l'autorita'
giudiziaria. 
5. I ricorsi avverso i provvedimenti concernenti le prestazioni e  le
contribuzioni pendenti dinanzi ai comitati provinciali e agli  organi
centrali dell'Istituto alla data di entrata in vigore della  presente
legge  sono  decisi  dai  corrispondenti  nuovi  organi  secondo   le
procedure e le competenze previgenti. 
6. La proposizione dei  gravami  di  cui  al  presente  articolo  non
sospende il provvedimento emanato dall'Istituto. 
                               ART. 48 
(Sospensione della esecuzione delle decisioni adottate dai comitati). 
 
1. L'esecuzione delle decisioni adottate dai comitati di cui al primo
comma, numeri 3 e 4, dell'articolo 1 del decreto del Presidente della
Repubblica 30 aprile 1970, n. 639, come  sostituito  dall'articolo  2
della presente legge, sui ricorsi  di  loro  competenza  puo'  essere
sospesa  da  parte  del  direttore  generale  dell'Istituto,  ove  si
evidenzino profili di illegittimita'. Il provvedimento di sospensione
deve  essere  adottato  nel  termine  di  cinque  giorni  ed   essere
sottoposto, con l'indicazione della norma che si ritiene violata,  al
consiglio di amministrazione, il quale entro novanta giorni decide  o
l'esecuzione della decisione o il suo  annullamento.  Trascorso  tale
termine la decisione diviene esecutiva. 
                               ART. 49 
(Classificazione dei  datori  di  lavoro  ai  fini  previdenziali  ed
                           assistenziali). 
 
  1. La classificazione dei datori di lavoro  disposta  dall'Istituto
ha effetto a  tutti  i  fini  previdenziali  ed  assistenziali  ed  e
stabilita sulla base dei seguenti criteri: 
    a)  settore  industria,   per   le   attivita':   manifatturiere,
estrattive,   impiantistiche;   di   produzione    e    distribuzione
dell'energia,  gas  ed  acqua;   dell'edilizia;   dei   trasporti   e
comunicazioni;  delle  lavanderie  industriali;  della  pesca;  dello
spettacolo; nonche' per le relative attivita' ausiliarie;((7)) 
    b) settore artigianato, per le attivita'  di  cui  alla  legge  8
agosto 1985, n. 443; 
    c) settore agricoltura, per le attivita' di cui all'articolo 2135
del codice civile ed all'articolo 1 della legge 20 novembre 1986,  n.
778; 
    d) settore terziario, per le attivita': commerciali, ivi comprese
quelle turistiche; di produzione, intermediazione e  prestazione  dei
servizi  anche  finanziari;  per  le   attivita'   professionali   ed
artistiche; nonche' per le relative attivita' ausiliarie; 
    e) credito, assicurazione e tributi, per le attivita': bancarie e
di  credito;  assicurative;  esattoriale,  relativamente  ai  servizi
tributari appaltati. 
  2. I datori di lavoro che svolgono  attivita'  non  rientranti  fra
quelle di cui al comma  1  sono  inquadrati  nel  settore  "attivita'
varie"; qualora non abbiano finalita'  di  lucro  sono  esonerati,  a
domanda, dalla contribuzione alla Cassa unica  assegni  familiari,  a
condizione  che  assicurino  ai  propri  dipendenti  trattamenti   di
famiglia non inferiori a quelli previsti dalla legge. 
  3. Con decreto del Ministro del lavoro e della  previdenza  sociale
sara' stabilito a quale dei settori indicati nel precedente comma  si
debbano aggregare, agli effetti  previdenziali  ed  assistenziali,  i
datori di lavoro che svolgano attivita' plurime rientranti in settori
diversi. Restano comunque validi gli inquadramenti gia' in  atto  nei
settori dell'industria, del commercio e dell'agricoltura o  derivanti
da  leggi  speciali  o  conseguenti  a  decreti  emanati   ai   sensi
dell'articolo 34 del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  30
maggio 1955, n. 797.(5) 
    

------------


AGGIORNAMENTO (5)
   La L. 23 dicembre 1996, n. 662 ha disposto (con l'art. 1,  comma
234) che " Con decorrenza dal 1 gennaio 1997 cessa di avere efficacia la
disciplina prevista dall'articolo 49, comma 3, secondo periodo, della
legge   9   marzo   1989,  n.  88."
   Ha inoltre disposto (con l'art. 2, comma 215) che "Con decorrenza dal
1 gennaio 1997 cessa di avere efficacia
la disciplina prevista dall'articolo 49, comma 3, secondo periodo,
della  legge  9  marzo  1989,  n.  88.  A far tempo da tale data la
   classificazione  dei  datori  di  lavoro  deve  essere  effettuata
   esclusivamente  sulla  base dei criteri di inquadramento stabiliti
   dal   predetto   articolo   49."



------------



    
AGGIORNAMENTO (7) 
  La L. 7 agosto 1997, n. 266, come modificata dalla L.  23  dicembre
2000, n. 388 ha disposto (con l'art. 16, comma 5) che "  A  decorrere
dal 1 gennaio 1999 all'articolo 49, comma 1, lettera a), della  legge
9 marzo 1989, n. 88, dopo le parole: "trasporti e comunicazioni" sono
inserite le seguenti: " ; delle lavanderie industriali"." 
                               ART. 50 
              (Contenzioso in materia di classificazione 
                        dei datori di lavoro). 
 
1. Avverso i  provvedimenti  con  i  quali  l'Istituto  determina  la
classificazione dei datori di lavoro ai fini dell'applicazione  delle
norme in materia di previdenza e assistenza sociale e dato il ricorso
al  comitato  esecutivo  entro   novanta   giorni   dalla   data   di
comunicazione del provvedimento impugnato.  Il  ricorso  deve  essere
presentato alla sede provinciale dell'Istituto  che  ha  adottato  il
provvedimento. 
2. Il ricorso deve essere deciso  entro  novanta  giorni  dalla  data
della presentazione. In caso di mancata decisione entro tale  termine
il ricorrente puo' adire l'autorita' giudiziaria. 
3. La  proposizione  del  ricorso  non  sospende  l'applicazione  del
provvedimento impugnato. 
                               ART. 51 
                    (Norme generali sui ricorsi). 
 
1. I ricorsi pendenti presso gli organi centrali dell'Istituto,  alla
data di entrata in vigore  della  presente  legge,  sono  decisi  dai
corrispondenti nuovi organi secondo la normativa preesistente; quelli
in  seconda   istanza   pendenti,   nelle   materie   di   competenza
dell'Istituto, davanti al Ministero del  lavoro  e  della  previdenza
sociale, sono decisi dallo stesso Ministero. 
2. Per quanto non espressamente previsto dalla presente legge restano
confermate le disposizioni in vigore in materia  di  termini  per  la
presentazione dei ricorsi amministrativi. 
3. I ricorsi in materia di contributi dovuti alla  Gestione  speciale
di previdenza a favore dei dipendenti da imprese  esercenti  miniere,
cave e torbiere sono decisi dal Comitato speciale di cui all'articolo
11 della legge 3 gennaio 1960, n. 5. 
                               ART. 52 
                       (Prestazioni indebite). 
 
1. Le pensioni a carico dell'assicurazione generale obbligatoria  per
l'invalidita',  la  vecchiaia  ed   i   superstiti   dei   lavoratori
dipendenti, delle  gestioni  obbligatorie  sostitutive  o,  comunque,
integrative della medesima, della gestione speciale  minatori,  delle
gestioni speciali per i commercianti, gli  artigiani,  i  coltivatori
diretti, mezzadri e  coloni  nonche'  la  pensione  sociale,  di  cui
all'articolo 26 della legge 30 aprile 1969, n. 153 possono essere  in
ogni momento rettificate dagli enti o fondi  erogatori,  in  caso  di
errore  di  qualsiasi  natura  commesso  in  sede  di   attribuzione,
erogazione o riliquidazione della prestazione. 
2. Nel caso in cui,  in  conseguenza  del  provvedimento  modificato,
siano state riscosse rate di pensione risultanti non dovute,  non  si
fa luogo a recupero delle somme  corrisposte,  salvo  che  l'indebita
percezione sia dovuta a dolo dell'interessato.  Il  mancato  recupero
delle  somme  predette  puo'   essere   addebitato   al   funzionario
responsabile soltanto in caso di dolo o colpa grave. ((3)) 
    
-------------

    
AGGIORNAMENTO (3) 
  La L. 30 dicembre 1991, n. 412 ha disposto (con l'art. 13, comma 1)
che " Le disposizioni di cui all'articolo 52, comma 2, della legge  9
marzo 1989, n. 88, si interpretano nel senso  che  la  sanatoria  ivi
prevista opera in relazione alle somme corrisposte in base a formale,
definitivo provvedimento del quale sia  data  espressa  comunicazione
all'interessato e che risulti viziato da errore di  qualsiasi  natura
imputabile all'ente erogatore, salvo che  l'indebita  percezione  sia
dovuta a dolo dell'interessato. L'omessa od  incompleta  segnalazione
da parte del pensionato di fatti incidenti sul diritto o sulla misura
della pensione  goduta,  che  non  siano  gia'  conosciuti  dall'ente
competente,  consente  la  ripetibilita'  delle  somme  indebitamente
percepite. " 
  Successivamente la Corte Costituzionale, con sentenza 28 gennaio -7
febbraio 1993, n. 39 (in G.U. 1a s.s. 17/2/1993, n. 8) ha  dichiarato
l'illegittimita' costituzionale dell'art. 13, comma  1  della  L.  30
dicembre 1991, n. 412 (che ha modificato  il  comma  2  del  presente
articolo) "nella parte in cui e' applicabile anche ai rapporti  sorti
precedentemente alla data della sua  entrata  in  vigore  o  comunque
pendenti alla stessa data." 
                               ART. 53 
             (Prestazioni gia' di pertinenza all'ENAOLI). 
 
1. A decorrere dal I gennaio dell'anno successivo a quello di entrata
in vigore della presente legge e  abrogato  l'articolo  1-sexies  del
decreto legge 18 agosto  1978,  n.  481,  convertito  in  legge,  con
modificazioni, dalla legge 21 ottobre 1978, n. 641, per la parte  che
fissa la competenza dell'INPS  in  materia  di  prestazioni  gia'  di
pertinenza dell'ENAOLI. 
2. L'erogazione delle prestazioni di cui al comma 1 e  trasferita  ai
comuni. 
3. Il patrimonio e le entrate  della  gestione  speciale  di  cui  al
settimo  comma  del  citato  articolo  1-sexies  sono  trasferiti  al
Ministero del tesoro per la ripartizione tra le Regioni. 
                               ART. 54 
(Accesso  dei  cittadini   ai   dati   personali,   previdenziali   e
                           pensionistici). 
 
1.  E'  fatto  obbligo  agli  enti  previdenziali  di  comunicare,  a
richiesta esclusiva  dell'interesato  o  di  chi  ne  sia  da  questi
legalmente delegato o ne abbia diritto ai  sensi  di  legge,  i  dati
richiesti  relativi   alla   propria   situazione   previdenziale   e
pensionistica.  La  comunicazione  da  parte  degli  enti  ha  valore
certificativo della situazione in essa descritta. 
                               ART. 55 
(Ristrutturazione dell'Istituto nazionale per l'assicurazione  contro
                 gli infortuni sul lavoro - INAIL). 
 
1. L'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni  sul
lavoro (INAIL), ente pubblico erogatore di servizi, e sottoposto alla
vigilanza del Ministero del lavoro e della previdenza sociale  e  del
Ministero del tesoro. 
2. L'INAIL, nel quadro della  politica  economica  generale,  adempie
alle  funzioni  attribuitegli  con  criteri  di  economicita'  e   di
imprenditorialita', adeguando autonomamente la propria organizzazione
all'esigenza di efficiente e tempestiva acquisizione  dei  contributi
ed  erogazione  delle  prestazioni,  realizzando  una  gestione   del
patrimonio mobiliare e immobiliare che assicuri un idoneo  rendimento
finanziario. Alla medesima finalita'  deve  confermarsi  l'azione  di
controllo e di vigilanza sull'attivita' dell'Istituto. 
3.  All'articolo  1  del  regio  decreto  6  luglio  1933,  n.  1033,
modificato dal decreto legislativo del Capo provvisorio  dello  Stato
13 maggio 1947, n.  438,  e'  aggiunto  il  seguente  punto:  "6)  il
Direttore generale". 
4. Ferma restando la composizione degli organi dell'Istituto prevista
dalle normative attuali, le disposizioni di cui agli articoli  5,  7,
8, 9, 10, 11, 12, 13, 16, 17, 18  e  20  della  presente  legge  sono
estese  all'INAIL  per  quanto  compatibili  con  le  sue  competenze
istituzionali. 
5. ((PERIODO ABROGATO DAL D.LGS. 23 FEBBRAIO 2000, N. 38)). Nel  caso
in cui siano state riscosse prestazioni risultanti non dovute, non si
da' luogo a recupero delle somme corrisposte,  salvo  che  l'indebita
percezione sia dovuta a dolo dell'interessato.  Il  mancato  recupero
delle  somme  predette  puo'   essere   addebitato   al   funzionario
responsabile soltanto in caso di dolo o colpa grave. Anche  nel  caso
in  cui  sia  stato  richiesto  un  minor  premio   ed   acconto   di
assicurazione rispetto a quello  dovuto,  il  mancato  incasso  delle
somme  a  tale  titolo  puo'   essere   addebitato   al   funzionario
responsabile soltanto in caso di dolo o colpa grave. 
                               ART. 56 
     (Istituzione di una Commissione parlamentare di controllo). 
 
1. Il controllo parlamentare sull'attivita'  degli  enti  gestori  di
forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale e esercitato da
una Commissione  parlamentare,  composta  da  nove  senatori  e  nove
deputati nominati  in  rappresentanza  e  proporzionalmente  ai  vari
gruppi parlamentari dai Presidenti delle due Camere. 
2. La Commissione vigila: 
 a) sull'efficienza del servizio in  relazione  alle  esigenze  degli
utenti, sull'equilibrio delle  gestioni  e  sull'utilizzo  dei  fondi
disponibili; 
 b) sulla programmazione dell'attivita' degli enti e sui risultati di
gestione in relazione alle esigenze dell'utenza; 
 c) sull'operativita' delle leggi in materia  previdenziale  e  sulla
coerenza  del  sistema  con  le  linee  di   sviluppo   dell'economia
nazionale. 
3. Con relazione annuale, i presidenti degli enti di cui al  comma  1
espongono  la  situazione  dei  rispettivi  enti  anche  al  fine  di
correlare l'attivita' gestionale degli enti medesimi con le linee  di
tendenza degli interventi legislativi. 
4.  La  Commissione  assume  le  funzioni  svolte  dalla  Commissione
parlamentare nominata ai sensi della legge 6  giugno  1973,  n.  327,
relativa alla vigilanza sugli istituti di previdenza. 
5. La Commissione e costituita entro tre mesi dall'entrata in  vigore
della presente legge. 
La presente legge, munita del sigillo  dello  Stato,  sara'  inserita
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato. 
Data a Roma, addi' 9 marzo 1989 
 
                               COSSIGA 
 
                       DE MITA, Presidente del Consiglio dei Ministri 
Visto, il Guardasigilli: VASSALLI 
 
          Nota all'art. 56, comma 4: 
               La legge 6 giugno 1973, n. 327, reca: "Modifiche delle 
             norme relative alla commissione di vigilanza della Cassa 
          depositi e prestiti e degli Istituti di previdenza prevista 
            dall'art. 3, libro I, del testo unico approvato con regio 
          decreto 2 gennaio 1913, n. 453". 
« Torna alla legislazione